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Italiaanse vertaling van Van den vos Reynaerde door Sofie Moeyaert

La volpe Renardo

 

  1. Willem, che scriveva tanti libri (1),
  2. per cui spesso rimaneva sveglio la notte (2),
  3. rimpiangeva molto il fatto che
  4. le avventure di Renardo
  5. fossero rimaste incomplete in nederlandese
  6. - Willem (3) non l'aveva portata a termine -
  7. perciò fece cercare la vita (4) di Renardo
  8. e secondo i libri francesi,
  9. ha iniziato così in nederlandese.
  10. Che Dio ci assista!
  11. Anzitutto rivolgo l'attenzione a questo:
  12. prego sia i villani
  13. che gli sciocchi (5) che,
  14. se vengono a sentire
  15. queste rime e queste parole,
  16. le quali non hanno alcun senso per loro,
  17. le lascino intatte.
  18. Assomigliano troppo al corvo,
  19. che si comporta sempre così scioccamente:
  20. falsificano diverse rime
  21. perché non ne (di poesia) sanno più di
  22. quanto io sappia come si chiamano coloro che
  23. vivono attualmente in Babilonia.
  24. Se volessero comportarsi bene, la smetterebbero.
  25. Non dico questo per me stesso:
  26. il mio poema sarebbe rimasto silenzio,
  27. se una (signora), che tiene tanto
  28. al comportamento cortese,
  29. non me l'avesse chiesto. (6)
  30. È stata lei a pregarmi di scrivere
  31. sulle avventure di Renardo.
  32. Visto che depreco i brontoloni,
  33. gli zotici ed gli stupidi,
  34. voglio che (il poema) venga ascoltato da coloro che
  35. tengono molto all'onore (7),
  36. che cercano di vivere cortesemente
  37. - poveri o ricchi che siano -
  38. e che lo comprendano con buon senso.
  39. Ascoltate ora come inizio!
  40. Era Pentecoste (8)
  41. boschi e cespugli
  42. erano ricoperti di foglie verdi. (9)
  43. Il re Nobile aveva fatto annunciare
  44. ovunque la cerimonia di corte (10)
  45. perché si aspettava, se tutto andava bene,
  46. di aumentare il suo potere.
  47. Poi arrivarono alla reggia
  48. tutti gli animali, grandi e piccoli,
  49. tutti, tranne la volpe Renardo. (11)
  50. Aveva fatto talmente tanti torti alla corte
  51. che non osava andarci.
  52. Chi si riconosce colpevole, sta attento!(12)
  53. Così stavano le cose per Renardo
  54. e perciò evitava il palazzo reale
  55. dove godeva di una pessima reputazione.
  56. Una volta radunati a corte,
  57. lì non c'era nessuno, il tasso escluso,
  58. che non si stesse lamentando di Renardo,
  59. il fellone dalla barba grigia (13).
  60. Adesso segue un'accusa.
  61. Isengrimo (14) e i suoi parenti
  62. si posizionarono di fronte al re.
  63. Isengrimo iniziò subito
  64. e disse: 'Signore Re,
  65. appellandomi alla Vostra nobiltà, al Vostro onore,
  66. e alla giustizia e alla grazia
  67. abbiate pietà dei miei torti subiti
  68. per colpa di Renardo,
  69. del quale ho ricevuto spesso
  70. danni e grande disonore.
  71. Abbiate pietà soprattutto del fatto che
  72. ha stuprato mia moglie (15)
  73. e che ha maltrattato i miei figli
  74. Siccome gli ha pisciato addosso mentre stavano sdraiati,
  75. due di loro non vedranno mai più
  76. che sono diventati completamente ciechi.
  77. Per lo più, da allora mi prende in giro:
  78. si arrivò a tal punto
  79. che un giorno venne preparato un processo
  80. durante il quale Renardo avrebbe giurato
  81. la sua innocenza, ma quando
  82. gli portarono le reliquie,
  83. cambiò subito idea e
  84. si rifugiò nella sua fortezza.
  85. Signore, lo sanno i cortigiani più distinti
  86. oggi qui presenti
  87. che Renardo, quell' animale fellone,
  88. mi ha fatto tanti torti.
  89. Li ricordo tutti senza alcun dubbio,
  90. se tutto la stoffa prodotta ora a Ghent (16)
  91. fosse stata pergamena,
  92. non sarebbe bastata
  93. per metterli tutti per iscritto.
  94. Quindi lasciamo perdere.
  95. Ma il disonore procurato a mia moglie
  96. non va insabbiato, né messo a tacere,
  97. bensì vendicato.'
  98. Quando Isengrimo aveva detto questo
  99. Un cagnolino di nome Cotoys (17) si alzò
  100. e si lamentò con il re in francese
  101. di quanto una volta era povero,
  102. e di come durante un inverno,
  103. di gelo intenso, non possedeva
  104. altro che una salsiccia.
  105. Renardo, quell'uomo fellone,
  106. rubò proprio quella salsiccia.
  107. Tiberto il gatto si arrabbiò (18);
  108. perciò diede inizio al suo discorso
  109. saltò in mezzo al cerchio giuridico
  110. e disse: 'Signore re,
  111. siccome Voi vi mostrate ostile a Renardo,
  112. tutti qui, i giovani e gli anziani,
  113. sporgono querela di fronte a Voi.
  114. Il fatto allora accusato da Cortoys,
  115. è successo tanti anni fa.(19)
  116. Quella salsiccia era mia, eppure non mi lamento.
  117. L'avevo ottenuta grazie alla mia astuzia
  118. quando una notte stavo
  119. in cerca di prede dentro un mulino,
  120. dove rubai la salsiccia
  121. al mugnaio addormentato.
  122. Se Cortoys ne traesse qualche vantaggio,
  123. sarebbe solo grazie a me.
  124. Sarebbe giusto che l'accusa
  125. di Cortoys fosse respinta.'
  126. Pancero, il castoro, disse: 'Pensi sarebbe giusto,
  127. Tiberto, se si respingesse l'accusa?
  128. Renardo è un vero assassino,
  129. un imbroglione e un ladro.
  130. Non tiene a nessuno,
  131. nemmeno al re, signori miei,
  132. vorrebbe che uno perdesse la vita e l'onore
  133. se potesse guadagnarci
  134. un bel pezzo di pollo.
  135. E cosa dici del tranello?
  136. Ieri in pieno giorno non commise
  137. uno dei delitti più scandalosi?
  138. ai danni di Cuwarto, la lepre che sta qui,
  139. che non ha mai fatto male a nessun animale.
  140. Durante il periodo di pace (20) e
  141. di protezione reale proclamato dal sovrano
  142. (Renardo) promise di insegnargli (a Cuwarto) il credo
  143. e di farlo cappellano.
  144. Prima lo fece sedere
  145. stretto fra le sue gambe (21)
  146. Poi iniziarono insieme
  147. a fare esercizi sia di sillabazione che di lettura
  148. e a cantare ad alta voce il credo.
  149. Succedeva che proprio in quel momento
  150. stessi passando per lo stesso posto.
  151. Quando sentii i loro canti
  152. mi affrettai verso di loro.
  153. Poi vidi lì il maestro Renardo
  154. che aveva rinunciato alle sue lezioni
  155. appena iniziate
  156. e che si serviva delle sue vecchie carognate.
  157. Presi Cuwarto per la gola,
  158. gli avrebbe staccato la testa
  159. se non l'avessi soccorso
  160. Per puro caso mi trovai lì.
  161. Guardate qui, le ferite fresche rimaste
  162. e le cicatrici, Signore re,
  163. che sono state inflitte a Cuwarto (22).
  164. Se Voi lasciate impunito
  165. il fatto che ha interrotto la Vostra pace
  166. e se non Vi vendicate come suggeriscono i Vostri vassalli,
  167. allora se la prenderanno con i Vostri figli
  168. ancora per moltissimi anni.'
  169. Perdìo, Pancero, Lei dice la verità!',
  170. disse Isengrimo da dove stava.
  171. 'Signore, se Renardo fosse morto, sarebbe un bene per noi,
  172. così Dio salverebbe la vita a me.
  173. Tanto se questo gli viene perdonato
  174. entro il mese schernirà
  175. chiunque che non se l'aspetta'.
  176. Poi si alzò sul colpo Grimberto, il tasso,
  177. che era il figlio del fratello di Renardo,
  178. con una difesa dal tono indignato:
  179. Signor Isengrimo, conosciamo bene
  180. il vecchio detto:
  181. 'Di rado la bocca del nemico parla bene.'
  182. Ascoltate e date importanza alle mie parole:
  183. Vorrei stesse appeso ad un albero.
  184. Per la gola, come i ladri
  185. colui che abbia fatto più male agli altri.
  186. Signor Isengrimo,
  187. vuole riconciliarsi con lui?
  188. In questo Le aiuto volentieri.
  189. Di sicuro mio zio non opporrà resistenza
  190. e colui che più di tutti ha fatto soffrire gli altri,
  191. sarà in debito con gli altri
  192. sia con mio zio che con Lei.
  193. Nonostante che adesso non viene a sporgere querela,
  194. se mio zio fosse ben visto a corte
  195. e stesse nelle grazie del re,
  196. come Lei, Signor Isengrimo,
  197. il re non L'apprezzerebbe così
  198. e non sarebbe rimasto tuttora impunito
  199. dopo aver afferrato la sua pelle
  200. tante volte con i Suoi denti pungenti
  201. così che non si potesse difendere.'
  202. Isengrimo disse: 'L'hai imparato
  203. da tuo zio a mentire spudoratamente?'
  204. Non ho mentito su questo.
  205. Lei ha ingannato mio zio
  206. spesso e in tanti modi diversi.
  207. Gli fregavi le passere di mare (23a)
  208. che lui Le gettava giù dal carro.
  209. Una volta lo seguì da lontano
  210. raccogliendo le migliori passere di mare
  211. con le quali si saziò
  212. e delle quali non gli lasciò niente
  213. sennonché le spine
  214. che gli portò
  215. perché non Le piacevano.
  216. Dopodiché l'hai preso in giro per quanto
  217. riguarda un prosciutto grasso e buono (23b)
  218. che infilò nel Suo musone.
  219. Quando Renardo domandò la sua parte,
  220. gli rispondesti schernendolo:
  221. 'Ti do volentieri la tua parte,
  222. Renardo, bel giovanotto!
  223. Ecco il filo a cui è stato appeso il prosciutto,
  224. masticalo che è bello grasso.'
  225. Renardo era stato bravo nel
  226. conquistare il buon prosciutto
  227. in circostanze pericolose: un uomo
  228. gli catturò e gli mise dentro il suo sacco
  229. Queste sofferenze e questi dispiaceri
  230. ha dovuto sopportare a causa di Isengrimo
  231. e ce ne sono cento volte di più di quanto Le enumero.
  232. Voi, signori, non credete che bastino?
  233. È ancora più scandaloso
  234. che si lamenta di sua moglie,
  235. che dedica tutta la sua vita (24) a Renardo
  236. lo ama, come lui ama lei.
  237. Anche se loro non l'hanno reso pubblico,
  238. io oso dire come verità
  239. che sono più di sette anni
  240. che è fedele a Renardo.
  241. Ma se Hersinta (25), quella donna bellissima,
  242. per amore e per mancanza di castità
  243. è venuta incontro a Renardo,
  244. qual è il problema? Si è ripresa (26) presto.
  245. Che cos'altro ne dobbiamo dire?
  246. Allora il Signor Cuwarto, la lepre
  247. trasforma una stupidaggine in un'accusa.
  248. Se non leggeva bene il credo,
  249. Renardo, che era il suo maestro,
  250. poteva pure punire il suo allievo, o no?
  251. Questo sarebbe stato davvero ingiusto.
  252. Cortoys si lamentava di una salsiccia
  253. che ha perso durante il gelo.
  254. Sarebbe meglio che questa accusa venisse respinta:
  255. era pure stata rubata, o no?
  256. Male quesite male perdite!
  257. Giustamente si perde
  258. ciò che si è ottenuto ingiustamente.
  259. Chi può rimproverare Renardo
  260. se ha sequestrato roba rubata?
  261. Nessuno che sappia distinguere il giusto!
  262. Renardo è un uomo retto.
  263. Da quando il re ha fatto proclamare la Sua pace,
  264. e la Sua protezione
  265. so che non ha
  266. fatto altro che comportarsi
  267. da eremita o monaco di clausura.
  268. Porta un cilicio di peli sulla pelle nuda.
  269. Nel corso dell'ultimo anno
  270. non ha mangiato carne, né quella selvatica, né quella addomesticata.
  271. Questo l'ha detto qualcuno che veniva da lui.
  272. Ha abbandonato Malcroys,
  273. la sua fortezza, e ha costruito
  274. una capanna nella quale vive.
  275. Altri bottini od altri redditi,
  276. che le offerte che gli danno,
  277. lo so bene, non ne ha.
  278. È pallido e magro dalle privazioni.
  279. La fame, la sete e dolori tremendi
  280. subisce per i suoi peccati.'
  281. Proprio nel momento in cui
  282. Grimberto stava dicendo questo,
  283. videro scendere
  284. giù dalla montagna Cantachiaro (27)
  285. che portava su un feretro
  286. una gallina morta che si chiamava Capa,
  287. di cui Renardo aveva staccato a morsi
  288. il collo all'altezza del gargarozzo.
  289. Ora, il re doveva sapere questo.
  290. Cantachiaro camminava di fronte al feretro
  291. sbattendo energicamente le ali.
  292. Ad entrambe i lati del feretro
  293. camminava un gallo di grande notorietà.
  294. L'uno si chiamava Cantore (28a),
  295. secondo il quale venne chiamato poi
  296. il buon gallo della signora Alenta.
  297. L'altro si chiamava, credo,
  298. il buon gallo Chirico (28b).
  299. I galli più belli che si trovassero
  300. tra il Portogallo e la Polonia.(29)
  301. Ognuno di questi galli
  302. portava un cero acceso
  303. che era lungo e dritto.
  304. Questi erano i due fratelli di Capa,
  305. i quali gridavano: 'Ahimè, Ahimè!'
  306. Per la morte della loro sorella Capa
  307. si lamentavano e si lagnavano.
  308. Variopinta e Macchiata portavano il feretro.
  309. Soffrivano tanto
  310. per aver perso la loro sorella.
  311. Si potevano sentire da lontano
  312. i pianti di loro due.
  313. Perciò erano venuti alla seduta di tribunale.
  314. Cantachiaro saltò nel cerchio
  315. e disse: 'Signore, re,
  316. per la grazia di Dio,
  317. ora abbiate pietà dei torti
  318. che Renardo mi ha fatto
  319. e dei miei figli (30) che stanno qui
  320. resi molto addolorati.
  321. Inizio aprile,
  322. quando l'inverno era passato,
  323. e quando si vedevano i fiori
  324. sparsi per i prati verdi,
  325. allora ero fiero e fiducioso
  326. delle mia stirpe numeroso.
  327. Avevo otto figli giovani
  328. e sette figlie giovani,
  329. a cui piaceva vivere,
  330. che Rosa, la saggia,
  331. mi aveva regalato da un'unica covata.
  332. Erano tutti grassi e forti
  333. e giravano in un bel pollaio
  334. che era circondato da un muro.
  335. All'interno ci stava una rimessa
  336. a cui appartenevano tanti cani,
  337. affinché ferissero tanti animali feroci.
  338. Perciò i miei figlioli non avevano paura.
  339. Questo dunque non sopportava Renardo
  340. che stessero talmente al sicuro
  341. da non riuscire a procurarsene uno.
  342. Quante volte non girava intorno al muro
  343. Renardo, il vicino fellone,
  344. cercando di attirarci in trappola.
  345. Quando lo vedevano i cani,
  346. lo rincorrevano con tutte le loro forze.
  347. Una volta, vicino al fossato,
  348. venne casualmente sorpassato,
  349. l'ho visto pagare caro
  350. per il suo furto e la sua rapina,
  351. che i peli svolazzavano.
  352. Eppure la scampò grazie all'astuzia.
  353. Che Dio lo maledica!
  354. Poi per un lungo periodo non abbiamo avuto a che fare con lui.
  355. Dopodiché venne vestito da eremita (31a),
  356. Renardo, quel ladro assassino,
  357. e mi portò da leggere una lettera sigillata
  358. Signore, re,
  359. sulla quale stava il Vostro timbro.
  360. Quando iniziò a leggerla
  361. mi parve di leggerci
  362. che Voi avevate proclamato la pace
  363. in tutto il Vostro regno
  364. a tutti gli animali,
  365. inclusi anche tutti i volatili.
  366. Mi portò anche altre notizie,
  367. disse di essere diventato
  368. un eremita isolato dal mondo
  369. e che aveva fatto tante
  370. pesanti espiazioni a causa dei suoi peccati.
  371. Mi mostrò il suo bastone e mantello da pellegrino (31b)
  372. che aveva portato da Elmare (32)
  373. e sotto quest'ultimo, un cilicio di peli ruvidi.'
  374. Poi disse: 'Signor Cantachiaro,
  375. d'ora in poi, può vivere
  376. senza stare in guardia da me.
  377. Ho giurato sulla stola di rinunciare
  378. alla carne ed allo strutto.
  379. Sono già abbastanza anziano
  380. da dover curare la mia anima.
  381. La raccomando Dio.
  382. Me ne vado che ho da fare.
  383. Ho da recitare le preghiere del giorno,
  384. quelle pomeridiane, mattutine e serali.'
  385. Poi si incamminò per la strada
  386. accanto al cespuglio. Con questo congedo
  387. andò a leggere il suo credo.
  388. Ero felice e sereno
  389. e andò dai miei figli.
  390. Ero privo di preoccupazioni
  391. cosicché , con le mie prole,
  392. andò oltre il muro.
  393. Lì mi capitò la brutta avventura.
  394. Perché Renardo, quel bugiardo fellone,
  395. si era infilato nel cespuglio
  396. e ci aveva tagliato la strada davanti al portone.
  397. Poi dal mucchio
  398. venne subito preso uno dei miei figli
  399. che Renardo mise nello stomaco.
  400. Brutte avventure mi aspettavano.
  401. Da quando ne aveva assaggiato uno
  402. nella sua bocca vorace
  403. né i guardiani né i nostri cani
  404. ci potevano né sorvegliare né proteggere.
  405. Signore, abbiate pietà di questo.
  406. Renardo cercava di attirarci in trappola
  407. di notte e di giorno
  408. e ogni volta rapinava figli miei.
  409. Così il loro numero è molto più basso
  410. di quanto era normalmente,
  411. che i quindici figli miei
  412. sono diminuiti fino a quattro;
  413. Renardo con la bocca feroce
  414. li ha divorati interamente.
  415. Ancora ieri, i cani hanno
  416. ripreso da lui, la nota Capa,
  417. qui sdraiata su questo feretro.
  418. Di questo mi lamento con Voi con grande dolore.
  419. Abbiate pietà di me, amato Signore.'
  420. Il re disse: 'Grimberto il tasso,
  421. suo zio, che era monaco di clausura,
  422. quanto ha digiunato per bene,
  423. se vivo un anno, se ne renderà conto.
  424. Senti qui, Cantachiaro,
  425. cosa dirne di più?
  426. Ormai sua figlia sta qui sdraiata uccisa.
  427. Che Dio si prenda cura della sua anima.
  428. Noi non la possiamo tenere più a lungo.
  429. - Che Dio la accolga! -
  430. Canteremo le nostre veglie funebri.
  431. Dopodiché seppelliremo
  432. il suo corpo con onore.
  433. Infine, con questi signori
  434. rifletteremo e discuteremo
  435. su come vendicare
  436. Renardo per questo omicidio.'
  437. Quando aveva pronunciato queste parole,
  438. ordinò ai giovani e agli anziani
  439. di andare a cantare le veglie.
  440. Quello che pregò, venne subito fatto.
  441. Si poteva sentir intonare
  442. e cominciare a squarciagola
  443. il padre nostro
  444. e i versi che ne fanno parte.
  445. L'avrei detto con parole autentiche,
  446. se non fosse durato troppo a lungo
  447. dire chi ha cantato i versi per l'anima
  448. e chi ha letto le preghiere della Bibbia.
  449. Quando le veglie erano finite,
  450. si posò Capa nella tomba,
  451. che era stata costruita con senso artistico,
  452. sotto il tiglio in un prato.
  453. Di marmo liscio era
  454. la lapide che ci giaceva sopra.
  455. L'iscrizione che si vedeva
  456. rivelava chi era stato sepolto
  457. dentro quella tomba.
  458. Le lettere sulla lapide
  459. sopra la tomba dicevano:
  460. 'Qui è stata sepolta Capa,
  461. che sapeva ruspare (33) così bene,
  462. e che Renardo, la volpe, uccise a morsi
  463. e il quale fu troppo crudele con la sua stirpe.'
  464. Adesso Capa giace sotto terra.
  465. Il re disse ai suoi vecchi (consiglieri)
  466. di riflettere su
  467. come meglio vendicare
  468. questo grande delitto.
  469. Quando erano giunti ad un giudizio
  470. consigliarono il re
  471. di pregarlo
  472. di venire a corte.
  473. Né svantaggi né vantaggi
  474. avrebbero potuto impedirgli di presentarsi al processo,
  475. inoltre avrebbe dovuto incaricare Bruno
  476. di portargli il messaggio con queste cose.
  477. Di tutto ciò il re si era subito deciso,
  478. quindi disse a Bruno, l'orso:
  479. Signor Bruno, di fronte a questi signori
  480. Le dico di consegnare questo messaggio.
  481. Le prego anche di essere in gamba,
  482. di stare attento agli inganni.
  483. Renardo è fello e malvagio;
  484. La lusingherà e Le mentirà.
  485. Quando può, La ingannerà
  486. con parole belle ma false.
  487. Quando può, La discrediterà.'
  488. 'Signore', disse, 'lasciate perdere i Vostri avvertimenti!'
  489. Che Dio mi possa maledire
  490. se Renardo getterà disonore su di me,
  491. glielo farò pagare caro
  492. cosicché ci rimetterà lui.
  493. Ora, non Vi preoccupate di me.'
  494. Adesso si congeda e andrà
  495. lì dove cadrà proprio male. (34)
  496. Ora Bruno sta in viaggio
  497. sdegnato profondamente
  498. e pensando sia una supposizione esagerata
  499. che qualcuno possa essere così malvagio
  500. e che Renardo possa screditarlo.
  501. Uscito dal bosco
  502. sta attraversando la zona selvaggia
  503. dove Renardo si era fatto
  504. molteplici sentieri tortuosi (35)
  505. talvolta che era uscito dalla selva
  506. per andare a caccia.
  507. Dall'altra parte della zone selvaggia
  508. si situava una montagna alta e distesa.
  509. Questa doveva
  510. attraversare Bruno
  511. per arrivare a Manpertuus.
  512. Renardo aveva diverse case,
  513. ma il castello Manpertuus
  514. era la migliore di tutte le sue fortezze.
  515. Si rifugiava sempre lì quando era
  516. preoccupato ed in pericolo.
  517. Adesso Bruno è finalmente
  518. arrivato a Manpertuus.
  519. Lì si accorse del portone,
  520. attraverso il quale Renardo usava lasciare il posto,
  521. poi si mise seduto sulla coda
  522. di fronte al muro della fortezza
  523. e disse: 'È a casa, Renardo?
  524. Sono Bruno, il messaggero del re,
  525. che ha giurato sul suo Dio (36),
  526. se lei non viene alla seduta di tribunale
  527. e se non la porto con me,
  528. per far valere la legge
  529. e di continuare a vivere in modo pacifico,
  530. di sottoporti al supplizio della ruota.
  531. Renardo, faccia quello che Le consiglio
  532. e venga con me a corte.'
  533. Tutto questo stava ascoltando Renardo,
  534. che stava sdraiato davanti al suo portone
  535. dove era solito giacere
  536. per il calore del sole.
  537. Alle parole che Bruno aveva pronunciato,
  538. lo riconobbe subito
  539. e scese giù
  540. nella parte più buia della sua fortezza,
  541. pensando a come
  542. orchestrare un piano
  543. per poter burlare
  544. Bruno, l'ingordo fello,
  545. senza perderci il proprio onore.
  546. Poi disse Renardo, dopo un lungo tempo (37):
  547. 'La ringrazio per il Suo buon consiglio,
  548. Signor Bruno, dolce amico.
  549. Le ha reso un pessimo servizio
  550. colui che La ha ordinato di intraprendere questo viaggio
  551. e che Le ha fatto attraversare
  552. questa montagna distesa.
  553. Sarei andata a corte,
  554. anche se non me l'avesse consigliato,
  555. mi sono rimpinzato
  556. smoderatamente
  557. con un nuovo cibo sconosciuto.
  558. Temo di non riuscire ad andarci,
  559. non posso né sedermi né stare in piedi;
  560. così eccessivamente sazio sono.'
  561. 'Renardo, ma cosa ha mangiato?'
  562. 'Signor Bruno, ho mangiato robaccia,
  563. un uomo povero, non è un conte,
  564. questo può notarlo a me.
  565. Noi, gente povera, dobbiamo mangiare,
  566. essendo privati, ciò che abbiamo mangiato con disgusto.
  567. Ottimi melari freschi
  568. ho una riserva enorme.
  569. Devo mangiare questi per necessità
  570. quando non riesco a procurarmi nient'altro.
  571. Nonostante che, dopo averli ingerito,
  572. mi causano dolori e disturbi.'
  573. Questo aveva sentito Bruno e disse:
  574. Aiuto, cara volpe Renardo,
  575. apprezza davvero così poco il miele?
  576. Il miele è un cibo dolce
  577. che tra tutti i piatti, lodo di più
  578. e lo preferisco sopra ogni altro piatto.
  579. Renardo, mi aiuti a trovarmelo.
  580. Nobile Renardo, caro cugino (38),
  581. per tutta il resto della vita,
  582. Le vorrò bene per questo.
  583. Renardo, mi aiuti a trovarmelo.'
  584. Trovarlo? Bruno mi sta prendendo in giro!'
  585. 'Non lo faccio, Renardo, se fossi stato matto,
  586. Le avrei preso in giro, io, mai.'
  587. Renardo disse: 'Bruno, ne gradirebbe un po'?
  588. Se le piace mangiare il miele,
  589. giuro, me lo faccia sapere.
  590. Se ne gradisce un po', la sazierò.
  591. Gliene procurerei talmente tanto che
  592. non lo mangereste nemmeno in dieci,
  593. se potessi guadagnare così il Suo affetto.'
  594. In dieci? Com'è possibile?
  595. Renardo, chiudi la bocca su questo
  596. e ne sia certo che
  597. se avesse tutto il miele
  598. tra qui ed il Portogallo,
  599. me lo mangerei tutto.'
  600. Renardo disse: 'Cosa dici?
  601. Un villano, di nome Lamfroit, che abita qui vicino,
  602. ha talmente tanto miele
  603. che non lo finirebbe in sette anni.
  604. Questo metterò alla Sua disposizione,
  605. Signor Bruno, se diventerà il mio complice
  606. e se difenderà me a corte.'
  607. Poi Bruno iniziò a crederlo
  608. e rassicurò Renardo che
  609. se l'avesse saziato con miele
  610. - che stenterebbe a finire -
  611. sarebbe stato ovunque
  612. il suo amico fedele e bravo compagno.
  613. Di questo rideva Renardo, il fellone,
  614. e disse: 'Bruno, noto eroe,
  615. che Dio mi dia
  616. un'altra opportunità,
  617. quando quel miele sarà Suo,
  618. fossero sette recipienti pieni.'
  619. Queste parole gli sono gradevoli,
  620. avevano fatto tanto piacere a Bruno.
  621. Mentre rideva a più non posso,
  622. Renardo pensò, stando lì:
  623. 'Bruno, se la fortuna sta dalla mia parte,
  624. entro oggi penso di lasciarLa lì
  625. dove il ridere Le passerà.'
  626. Dopo aver pensato questo, Renardo uscì
  627. e disse ad alta voce:
  628. 'Zio Bruno, compagno, benvenuto!
  629. Le cose stanno così, se vuole trarre qualche vantaggio,
  630. non possiamo trattenerci più a lungo qui.
  631. Mi segua, la conduco io.
  632. Ci teniamo a questi sentieri tortuosi.
  633. Ancora oggi si sazierà
  634. se tutto andrà secondo la mia volontà.
  635. Ancora oggi ne otterrà, senza dubbio,
  636. quanto ne potrai sopportare.'
  637. Renardo intendeva un sacco di botte:
  638. questo aveva progettato per lui.
  639. Bruno, quel poveraccio, non aveva capito
  640. le parole di Renardo,
  641. il quale gli stava insegnando come rubare il miele,
  642. che avrebbe (Bruno) pagato molto caro.
  643. Camminando chiacchierando,
  644. Renardo con il suo compagno Bruno,
  645. fino al recinto della casa di Lamfroit.
  646. Vuole sentir parlare di Lamfroit?
  647. Era, se è vero ciò che mi hanno raccontato,
  648. un falegname di fama,
  649. che al suo podere aveva fatto portare
  650. al suo podere una quercia,
  651. la quale voleva spaccare in due,
  652. perciò ci aveva conficcato due biette,
  653. come falegnami sono ancora soliti fare.
  654. La quercia era spalancata ampiamente.
  655. Di questo, Renardo era contentissimo.
  656. Ridendo disse a Bruno:
  657. 'Osserva qui quello che aveva desiderato ardentemente,
  658. Bruno, e bada bene.
  659. All'interno di questo stesso albero
  660. si trova eccessivamente tanto miele.
  661. Prova a metterne un po'
  662. nella Sua bocca e nel Suo stomaco.
  663. Ma dovrà autocontrollarsi:
  664. anche se va pazzo per i melari,
  665. mangi decentemente e con moderazione
  666. affinché non si senta male.
  667. Mi sentirei disonorato,
  668. dolce zio, se Le dovesse succedere qualcosa di brutto.
  669. Bruno disse: 'Renardo, non si preoccupi.
  670. Crede che io sia stupido?
  671. La moderazione conviene in ogni circostanza.' (39)
  672. 'Dice il vero.', disse Renardo,
  673. 'Perché sono preoccupato?
  674. Vada lì e si infili (nell'albero).
  675. Renardo pensò al suo successo
  676. e Bruno si fece ingannare a tal punto
  677. che ne infilò la testa fino ad oltre le orecchie
  678. e tutte e due le zampe anteriori.
  679. Renardo riuscì a staccare
  680. le due biette dalla quercia.
  681. Bruno, che prima lo stava lusingando così tanto,
  682. rimase catturato nell'albero.
  683. Così il cugino mise in difficoltà
  684. suo zio con tale ingegnosità che
  685. né con l'astuzia né con la forza
  686. si poteva liberare in nessun modo
  687. perché rimase bloccata la sua testa.
  688. Cosa consigliate a Bruno di fare?
  689. Il suo essere forte e coraggioso
  690. non gli sarà d'aiuto.
  691. Capì di essere stato ingannato
  692. e iniziò a ruggire e a sfuriare.
  693. Era afferrato così fortemente
  694. per il muso e per le zampe anteriori:
  695. tutte le sue forze erano sprecate.
  696. Temeva di non riuscire a liberarsi mai più.
  697. Renardo si era allontanato un po'
  698. e vidi arrivare Lamfroit
  699. che portava sulle spalle
  700. sia una scure da falegname che un'ascia affilata.
  701. Adesso potete sentire come Renardo
  702. iniziò a schernire suo zio:
  703. 'Zio Bruno, mangi pure da scoppiare!
  704. Ecco che arriva Lamfroit che Le porterà da bere.
  705. Chi ha mangiato, dovrà pure bere!'
  706. Dopo queste parole, Renardo
  707. ritornò al suo castello
  708. senza nemmeno congedarsi e Lamfroit
  709. notò subito l'orso.
  710. Appena si accorse che era rimasto bloccato,
  711. non rimase fermo più a lungo lì.
  712. Si affrettò verso
  713. il paese più vicino
  714. in cerca d'aiuto
  715. dove fece sapere a tutti
  716. che era rimasto bloccato un orso.
  717. Poi lo seguì un intero esercito:
  718. nel villaggio non restarono né uomini né donne.
  719. Per togliere la vita all'orso,
  720. correvano tutti quelli che potevano correre.
  721. Uno portò una scopa,
  722. uno un correggiato, un altro un rastrello,
  723. e un altro ancora arrivò con un palo,
  724. così come stavano al loro lavoro.
  725. Persino il prete aveva portato
  726. dalla chiesa un crocefisso,
  727. che il sagrestano gli lasciò malvolentieri.
  728. Il sagrestano portò un stendardo
  729. con cui trafiggere e colpire.
  730. La moglie del prete, la signora Julocca (40)
  731. arrivò con la sua conocchia
  732. con la quale stava filando.
  733. Davanti a tutti loro, arrivò di corsa
  734. Lamfroit con un'ascia tagliente.
  735. Anche se Bruno stava poco comodo,
  736. temette piuttosto un fallimento
  737. perciò rischiò il tutto per il tutto.
  738. Quando (Bruno) sentì questo trambusto,
  739. sobbalzò in tal modo che si strappò
  740. tutta la pelle dal suo viso.
  741. Malgrado ci fosse riuscito,
  742. con fatica e con sforzo a far uscire la testa (dall'albero),
  743. ci lasciò di sé
  744. un orecchio e tutte e due le guance.
  745. Dio non aveva mai creato un animale così orrendo.
  746. Come poteva essere ridotto peggio?
  747. Anche se aveva liberato la testa,
  748. prima che potesse tirarci fuori le zampe,
  749. ci lasciò tutti gli artigli
  750. e i suoi due guanti.
  751. In questo modo riuscì a liberarsi.
  752. Come poteva essere disonorato di più?
  753. Le zampe gli facevano talmente male
  754. che non poteva camminarci sopra.
  755. Il sangue gli scorreva davanti agli occhi
  756. così che non riusciva a vederci bene.
  757. Non osò né restare né scappare via.
  758. Dal sud, vedeva
  759. arrivare di corsa Lamfroit,
  760. dopo di lui, il signor prete,
  761. che stava correndo velocemente,
  762. poi il sagrestano con il stendardo,
  763. infine tutti i parrocchiani,
  764. gli anziani uniti ai giovani.
  765. Dopo di loro arrivò, appoggiandosi sul suo bastone,
  766. una (vecchietta) a cui, a causa della vecchiaia,
  767. era rimasto a malapena un solo dente.
  768. Chi vuole, faccia attenzione a questo:
  769. con chi subisce danni o perdite
  770. e sventurato,
  771. ce l'hanno tutti quanti.
  772. Questo ero chiarissimo per Bruno, il poveraccio.
  773. Tanti che stavano minacciando di spellarlo,
  774. si sarebbero tenuti buoni,
  775. se Bruno avesse potuto agire secondo il volere suo.
  776. Questo aveva luogo lungo un fiume,
  777. così che Bruno, l'animale più infelice di tutti,
  778. fu circondato da diversi villani.
  779. Poi vennero usate ben poche parole lì.
  780. Lo aspettavano grandi guai:
  781. l'uno lo colpì, l'altro trafisse,
  782. l'uno colpì, l'altro lanciò.
  783. Lamfroit fu il più crudele con lui.
  784. Uno si chiamava Lottram Piede Lungo.
  785. Portò un bastone dalla punta a di corno
  786. e lo trafiggeva in continuazione in direzione degli occhi.
  787. La signora Vulmaerte, a forza di bastonarlo,
  788. lo fece pisciare.
  789. Albequac e la signora Bava
  790. sdraiate alle zampe
  791. litigavano per un suo coglione.
  792. Ludmoer dal naso lungo
  793. portava una palla di piombo appesa ad un filo
  794. che oscillò davanti a lui.
  795. Ludolf dalle dita storte
  796. superò tutti quanti
  797. perché - dopo Lamfroit -
  798. era il più nobile di nascita.
  799. Hughetto dalle gambe storte
  800. era, come si sa bene, suo padre.
  801. Era nato a Abstale
  802. e era il figlio della signora Ogernen (41)
  803. che una volta rimetteva a nuovo candelieri.
  804. Altre donne e altri uomini,
  805. più di quanti riesco ad enumerare,
  806. facevano male a Bruno
  807. così che il sangue gli colava dalla pelle.
  808. Bruno si era ridotto così male
  809. perché tutti gli andavano pesantemente addosso.
  810. Il prete lo colpiva continuamente (42)
  811. con il crocefisso.
  812. Il sagrestano con lo stendardo
  813. gli andò drasticamente addosso.
  814. Allo stesso momento arrivò Lamfroit
  815. con un'ascia affilata
  816. e lo colpì tra il collo e la testa,
  817. Bruno, rimasto gravemente stordito,
  818. saltò di lato a causa del colpo
  819. fra il fiume e il cespuglio
  820. in mezzo ad un mucchio di vecchiette
  821. e buttò alcune di loro
  822. nel fiume che scorreva là,
  823. il quale era largo e profondo.
  824. Una di queste era la moglie del prete.
  825. Il prete non era molto contento di ciò.
  826. Quando vedeva sua moglie nel fiume
  827. non gli andava più
  828. di colpire Bruno.
  829. Gridò: 'Guardate, nobili parrocchiani,
  830. lì galleggia la signora Julocca
  831. insieme ai fusi ed alla conocchia.
  832. Avanti, che qualcuno la aiuti!
  833. Gli concedo un anno e un giorno
  834. di assoluzione e l'indulgenza
  835. per tutti i peccati.'
  836. Sia gli uomini che le donne
  837. lasciarono il povero disgraziato
  838. Bruno per morto
  839. e si affrettarono lì dove aveva ordinato il prete
  840. con fili e ganci.
  841. Mentre stavano tirando la donna fuori dall'acqua,
  842. Bruno si buttò nel fiume
  843. e nuotò il più presto possibile via da tutti loro.
  844. Tutti i villani erano arrabbiati:
  845. vedevano che Bruno stava nuotando via
  846. in modo che non lo potevano inseguire.
  847. Stavano sulla sponda indignati
  848. e iniziavano a insultarlo.
  849. Bruno stava nel fiume
  850. laddove la corrente era più forte.
  851. Galleggiando pregò Dio
  852. di maledire e condannare l'albero
  853. nel quale aveva perso l'orecchio
  854. e entrambe le guance.
  855. Poi imprecò contro quell'animale fellone,
  856. Renardo, la volpe malvagia,
  857. che gli aveva fatto infilare
  858. la sua barba bruna così profondamente nella quercia.
  859. Per questo poi Lamfroit, il padrone del palo delle torture (l'albero)
  860. l' aveva maltrattato gravemente.
  861. Bruno stava immerso in queste preghiere
  862. per così tanto tempo,
  863. che era galleggiato via
  864. per più di mezzo miglio dal posto
  865. dove erano rimasti i villani.
  866. Era stanco e sfinito,
  867. e talmente indebolito per la mancanza di sangue
  868. che stentò a proseguire.
  869. Poi nuotò in direzione della terra ferma
  870. dove si trascinò sulla sponda.
  871. Non avevate mai visto
  872. né un animale né un uomo così infelice.
  873. Stava lamentandosi e gemendo
  874. e ansimò in modo che entrambi i fianchi andavano su e giù.
  875. Tutto ciò, grazie a Renardo.
  876. Sentite ora cosa ha fatto Renardo!
  877. Aveva catturato una gallina grassa
  878. sul podere di Lamfroit
  879. prima di andarsene da lì.
  880. L'aveva portato in cima a una montagna,
  881. lontana da tutte le vie,
  882. dove stava sufficientemente in solitudine.
  883. Questo gli piaceva
  884. perché non passava nessuno per di là
  885. e lì nessuno lo avrebbe potuto costringere
  886. ad abbandonare la sua preda.
  887. Quando le ebbe tolto tutte le piume,
  888. la infilò nello stomaco,
  889. poi scese giù dalla montagna
  890. lungo un sentiero nascosto.
  891. Era eccessivamente sazio.
  892. Il tempo era bello e faceva caldo.
  893. Aveva corso e il sudore
  894. gli colava lungo le guance.
  895. Camminava accanto al fiume
  896. per rinfrescarsi.
  897. Per più di un motivo
  898. il suo cuore era pieno di gioia.
  899. Si aspettava, senza alcun dubbio, (43)
  900. che Lamfroit aveva abbattuto l'orso
  901. e che l'aveva portato a casa sua.
  902. Poi disse: 'Mi è andato bene.
  903. Chi m'avrebbe danneggiato maggiormente a corte,
  904. ho ucciso oggi stesso.
  905. Eppure, credo, senza alcuna accusa
  906. e senza alcun sospetto.
  907. Giustamente posso esprimere la mia gioia.
  908. Renardo diceva queste parole,
  909. guardando giù nella valle
  910. e notò Bruno sdraiato lì.
  911. Appena l'aveva visto,
  912. si rattristò e si arrabbiò.
  913. Perché la gioia di prima
  914. si era trasformato in collera e ira
  915. poi disse: 'Sia maledetto,
  916. Lamfroit, il tuo cuore!
  917. Sei più stupido di un maiale!
  918. Lamfroit, brutto figlio di puttana,
  919. ti appartiene poco onore.
  920. Come ti è potuto sfuggire questo orso,
  921. che prima era stato catturato?
  922. Quanti buoni pezzi ci stavano (all'orso)
  923. che tanti uomini avrebbero mangiato volentieri.
  924. Cavolo, Lamfroit, miserabile
  925. che pelle d'orso preziosa
  926. ti sei perso oggi,
  927. che prima avevi vinto!'
  928. Renardo smise con questi rimproveri
  929. e scese giù lungo il sentiero
  930. per vedere come stava Bruno.
  931. Quando lo vide tutto insanguinato,
  932. malato e malsano,
  933. il povero orso, in quel momento
  934. -questo piaceva tanto a Renardo -
  935. lo beffò per puro divertimento suo:
  936. 'Monsignore, prete, che Dio La salvi. (44)
  937. Conosce Renardo, il mascalzone?
  938. Se vuole ammirarlo, lo vede qui
  939. lo scalco malvagio rosso, il delinquente fellone.
  940. Mi dica, prete, dolce amico,
  941. per il Signore che serve,
  942. a quale ordine religioso appartiene,
  943. dato che porta un cappuccio rosso?
  944. Lei è abate oppure priore?
  945. Si è avvicinato troppo alle orecchie,
  946. colui che ti ha rasato la tonsura.
  947. Ha perso il cuoio capelluto.
  948. Ha tolto anche i guanti.
  949. Pensavo che volesse andare a cantare
  950. le Sue ultime preghiere della giornata.
  951. Questo sentiva Bruno e si sconsolava
  952. perché non poteva difendersi.
  953. Temeva di spezzarsi il cuore,
  954. allora si ributtò nel fiume.
  955. Le parole di quel animale fellone
  956. non voleva più sentire.
  957. Galleggiò
  958. secondo corrente
  959. e si sdraiò sulla sabbia.
  960. E adesso, come arriverà a corte Bruno?
  961. Anche se lo aiutasse il mondo intero,
  962. non camminerebbe sulle sue zampe.
  963. Era stato bloccato così bruscamente
  964. nella quercia che aveva appena perso
  965. di due zampe,
  966. tutti gli artigli e la pelle.
  967. Non riusciva a immaginarsi
  968. come meglio raggiungere il re.
  969. Sentite ora come intraprende questo viaggio.
  970. Seduto sulle chiappe
  971. iniziò, vergognandosi profondamente,
  972. a scivolare sulla coda.
  973. E quando si stancò di fare così,
  974. allora si rotolò per un po'.
  975. In questo modo proseguì per più di un miglio,
  976. prima di arrivare a corte.
  977. Quando videro arrivare
  978. da lontano Bruno in questo modo,
  979. alcuni di loro dubitarono
  980. cosa fosse che stava arrivando rotolandosi.
  981. Al re, che riconobbe subito Bruno,
  982. si strinse il cuore
  983. e disse: 'Questo è il mio sergente,
  984. Bruno. È sua, quella testa rossissima.
  985. È ferito a morte.
  986. Dio mio, chi l'ha deformato in questa maniera?
  987. Nel frattempo Bruno si era avvicinato
  988. sufficientemente per poter lamentarsi con il re.
  989. Si appoggiò ansimando forte
  990. e disse: 'Re nobile signore,
  991. vendicate per me in nome del Suo onore,
  992. Renardo, quel animale fellone,
  993. che con la sua astuzia mi ha fatto perdere
  994. le mie belle guance
  995. insieme alle mie orecchie
  996. e che mi ha ridotto così come vedete.'
  997. Il re disse: 'Se non vendico questo,
  998. che possa essere maledetto!'
  999. Dopodiché chiamò per nome
  1000. i (nobili) più importanti
  1001. e ordinò loro di riunirsi
  1002. per la sua consultazione.
  1003. Poi si consigliarono su
  1004. come meglio punire questo delitto secondo l'onore del re.
  1005. Infine i signori più distinti consigliarono
  1006. che Renardo avrebbe dovuto essere convocato
  1007. altre due volte, se il re era d'accordo,
  1008. per sentire l'accusa e la difesa.
  1009. Dissero anche che volevano che
  1010. Tiberto, il gatto, portasse
  1011. questo messaggio a Renardo.
  1012. Nonostante sia debole, è furbo.
  1013. Il re accettò questo consiglio.
  1014. Poi disse il re: 'Signor Tiberto,
  1015. se ne vada. Prima di tornare,
  1016. faccia sì che Renardo viene con Lei.
  1017. Alcuni di questi signori dicono che,
  1018. nonostante Renardo sia fellone nei confronti degli altri animali,
  1019. di Lei si fiderà
  1020. quindi seguirà volentieri il Suo consiglio.
  1021. Se non viene, farà una brutta fine.
  1022. Lo si convocherà tre volte (45)
  1023. per la vergogna dei suoi consanguinei.
  1024. Se ne vada, Tiberto e gli dica questo.'
  1025. 'O signore', disse Tiberto, 'sono
  1026. una povera creatura, un piccolo animaletto.
  1027. Il signor Bruno che era forte e spietato
  1028. non è riuscito a tenere testa a Renardo.
  1029. Io, come comincio?'
  1030. Poi disse il re: 'Signor Tiberto,
  1031. Lei è molto intelligente e colto
  1032. nonostante non sia grosso.
  1033. A volte combina di più colui che sa
  1034. usare l'astuzia e i buoni consigli,
  1035. di quanto riuscirebbe a fare uno forte.
  1036. Vada, esegua il mio ordine.'
  1037. Tiberto disse: 'Che Dio mi assista,
  1038. che tutto vada per il meglio.
  1039. Intraprenderò un viaggio
  1040. che mi pesa tanto.
  1041. Che Dio faccia sì che me la cavi.'
  1042. Ora deve mettersi in viaggio
  1043. Tiberto che è molto preoccupato e terrificato.
  1044. Camminando lungo il sentiero,
  1045. vide volare in lontananza
  1046. un uccello San Martino (46).
  1047. Allora Tiberto gioì e si rallegrò,
  1048. gridò all'uccello San Martino:
  1049. ora sorvolami alla mia destra.'
  1050. L'uccello volò verso un cespuglio
  1051. sul quale si voleva riposare
  1052. passando Tiberto alla sinistra.
  1053. Questo segno di scoraggiamento
  1054. non piaceva proprio a Tiberto.
  1055. Se avesse visto volare l'uccello
  1056. alla sua destra,
  1057. avrebbe pensato di essere fortunato.
  1058. Allora aveva perso le speranze.
  1059. Comunque sia, si fece coraggio
  1060. e fingeva, come fanno tanti,
  1061. di essere più forte di quanto era realmente.
  1062. Così proseguì per la sua strada
  1063. fino ad arrivare a Maupertuus.
  1064. Trovò Renardo all'interno della sua casa,
  1065. solo e sicuro di sé.
  1066. Tiberto disse: 'Che la benedizione di Dio
  1067. Le possa dare la buonasera.
  1068. Il re minaccia la Sua vita,
  1069. se non viene con me a corte.'
  1070. Renardo disse: 'Tiberto, nobile eroe,
  1071. cugino, è il benvenuto.
  1072. Che Dio Le dia onore e prosperità.
  1073. Su Dio, questo Le auguro volentieri!'
  1074. Che prezzo hanno le belle parole di Renardo?
  1075. Anche se la sua lingua dice belle cose,
  1076. nel suo cuore è fellone.
  1077. Di questo si renderà conto Tiberto
  1078. ancora prima che queste rime vengano
  1079. lette fino alla fine. E così
  1080. disse Renardo: 'Cugino, vorrei che
  1081. stasera alloggiasse da me,
  1082. e domani all'alba partiamo
  1083. per la corte senza chiacchiere.
  1084. Tra tutti i miei parenti non c'è
  1085. nessuno, Tiberto, di cui
  1086. mi fido di più che di Lei.
  1087. È venuto qui Bruno, il mangione.
  1088. Mi si è dimostrato talmente malvagio
  1089. e me lo sono immaginato così forte
  1090. che neanche per mille marchi
  1091. avrei azzardato a fare il viaggio con lui.
  1092. Con lei lo farò
  1093. domani all'alba.'
  1094. Tiberto disse: 'C'è un piano migliore,
  1095. mi sembra meglio
  1096. partire per la corte ancora stasera
  1097. piuttosto che aspettare fino a domani.
  1098. La luna brilla sui campi,
  1099. è chiaro come il giorno.
  1100. Credo che nessuno abbia mai visto
  1101. un momento migliore per intraprendere il nostro viaggio.
  1102. 'No, caro cugino', disse Renardo,
  1103. se qualcuno ci incontrasse di giorno,
  1104. ci parlerebbe e ci saluterebbe,
  1105. in ogni caso non ci farebbe del bene,
  1106. se ci incontrasse di notte.
  1107. Deve alloggiare da me stasera.'
  1108. Tiberto disse: 'Cosa mangeremo,
  1109. se dovessi restare qui?'
  1110. 'Ci penso io a questo, caro cugino.
  1111. Ho pochissimo cibo qui.
  1112. Potrebbe mangiare, se volesse,
  1113. un pezzo di un melario,
  1114. è buonissimo.
  1115. Cosa ha detto, non Le dispiace il miele?'
  1116. Tiberto disse: 'Non mi interessa proprio.
  1117. Renardo, non ha nient'altro a casa,
  1118. se mi desse un topo bello grasso,
  1119. Le sarei grato.'
  1120. 'Dolce Tiberto, cosa ha detto?
  1121. Un topo grasso', disse Renardo,
  1122. 'Qui vicino abita un prete,
  1123. accanto alla sua abitazione, c'è rimasta una rimessa
  1124. piena di topi grassi.
  1125. Credo che un carro non li possa portare,
  1126. che tante volte ho sentito il prete lamentarsi
  1127. che lo stavano cacciando fuori dalla propria casa.'
  1128. 'Renardo, ci sono topi così grassi lì?
  1129. Dio mio, magari fossi lì!'
  1130. 'Tiberto', disse, 'dice la verità?
  1131. Vuole topi?' 'Se li voglio?
  1132. Renardo, non me ne parli!
  1133. Adoro i topi più di ogni altra cosa.
  1134. Non sa che i topi hanno un sapore
  1135. migliore della selvaggina?
  1136. Se soddisfa il mio desiderio
  1137. e mi porta lì dove stanno,
  1138. Le offrirò il mio aiuto
  1139. anche se avesse ucciso
  1140. mio padre insieme a tutta la mia stirpe.'
  1141. Renardo disse: 'Cugino, mi sta prendendo in giro?'
  1142. 'Io no, Renardo, che Dio mi assista!'
  1143. 'Dio lo sa, se l'avessi saputo prima,
  1144. ancora stasera si sarebbe saziato.'
  1145. 'Saziato, Renardo? Questo è esagerato.'
  1146. 'Tiberto, questo lo dice per scherzo.'
  1147. 'Non lo faccio, Renardo, sulla mia parola.
  1148. Se avessi un topo bello grasso,
  1149. me ne fregherei di una moneta d'oro.'
  1150. 'Tiberto, venga subito con me.
  1151. Le porterò al posto
  1152. dove La farò saziare
  1153. prima non mi congederò da Lei.
  1154. Si, Renardo, sotto la sua protezione
  1155. andrei persino a Mompelier con Lei.'
  1156. 'Allora, andiamocene, siamo qui
  1157. già troppo a lungo', disse Renardo.
  1158. Così si misero in viaggio.
  1159. Tiberto e suo zio Renardo
  1160. correvano dove volevano
  1161. a tutta velocità,
  1162. fino ad arrivare al magazzino del prete
  1163. che era circondata
  1164. con un muro di terra,
  1165. nel quale si era introdotto Renardo
  1166. il giorno precedente
  1167. quando il prete aveva perso
  1168. un gallo preso da lui.
  1169. Di questo era arrabbiato e furioso
  1170. il figlio del prete, Martino,
  1171. allora aveva messo davanti all' apertura
  1172. una trappola per catturare la volpe.
  1173. Così tanto gli sarebbe piaciuto vendicare il gallo.
  1174. Questo sapeva Renardo, quell'animale fellone,
  1175. e disse: 'Cugino Tiberto, ecco,
  1176. si infili in questa apertura.
  1177. Non sia lento o pigro.
  1178. Acchiappi intorno a Lei.
  1179. Senta come squittiscono i topi!
  1180. Torni qui quando è sazio.
  1181. Io resterò qui davanti all'apertura,
  1182. La aspetterò qui fuori.
  1183. Stasera non ci dobbiamo dividere.
  1184. Domani partiremo per la corte.
  1185. Tiberto, non risparmiare neanche uno.
  1186. Vada a mangiare, poi ritorniamo
  1187. alla mia abitazione con onore.
  1188. Mia moglie ci accoglierà volentieri.'
  1189. Devo entrare in questa apertura?
  1190. Cosa ha detto, Renardo, è questo il Suo consiglio?
  1191. I preti conoscono tanti imbrogli,
  1192. non mi piace attaccarli.'
  1193. 'Ma perché, Tiberto, è così codardo?
  1194. Come mai sta esitando ora?'
  1195. Tiberto si vergognò e saltò
  1196. lì dove trovò grandi guai,
  1197. che prima di accorgersene, aveva
  1198. un laccio stretto intorno al collo.
  1199. Così Renardo aveva ingannato il suo ospite.
  1200. Appena Tiberto si accorse
  1201. del laccio, si mise paura
  1202. e saltò in avanti. Il laccio si strinse.
  1203. Tiberto strillando
  1204. si strozzò a causa del nodo.
  1205. Fece un urlo dal suono infelice
  1206. fortissimo che Renardo
  1207. lo sentì fino al sentiero
  1208. dove stava da solo.
  1209. Gridò: 'Ti piacciono quei topi,
  1210. sono belli grassi, Tiberto?
  1211. Se lo sapesse Martino,
  1212. che Lei sta cenando
  1213. mangiando questa selvaggina
  1214. - non so come fa a digerirla -
  1215. Le preparerebbe una saletta.
  1216. Quanto è cortese quel ragazzo Martino!
  1217. Tiberto, canta sempre meglio.
  1218. Si è soliti fare così a corte?
  1219. Dio mio onnipotente,
  1220. magari fosse lì con Lei, Tiberto,
  1221. Isengrimo, l'assassino,
  1222. gioioso quanto Lei.'
  1223. Renardo si divertiva
  1224. grazie alla sfortuna di Tiberto.
  1225. Tiberto urlò così forte
  1226. che Martino si svegliò.
  1227. Martino gridò: 'Ha ha, grazie a Dio!
  1228. Ho messo la mia trappola al momento
  1229. giusto: ci ho catturato, almeno credo,
  1230. il ladro di galline.
  1231. Avanti, facciamogli pagare caro il gallo!'
  1232. In un attimo stava presso il fuoco
  1233. e accese subito una fascia di paglia,
  1234. svegliò la madre e il padre
  1235. e tutti i bambini
  1236. stillando: 'Avanti, è stato catturato!'
  1237. Poi si poteva vedere mettersi in moto
  1238. tutti quelli che stavano in quella casa.
  1239. Persino il prete non voleva mancare
  1240. e si alzò dal suo letto completamente nudo. (47)
  1241. Martino aveva raggiunto
  1242. Tiberto e gridò: 'Eccolo qui!'
  1243. Il prete accese il fuoco
  1244. e acchiappò la conocchia della moglie.
  1245. La signora Julocca prese una candela funebre
  1246. e l'accese al volo.
  1247. Il prete si avvicinò a Tiberto
  1248. e iniziò a colpirlo con la conocchia.
  1249. Allora, Tiberto doveva incassare
  1250. diversi colpi datigli l'uno dopo l'altro.
  1251. Il prete stava, come si renderà conto,
  1252. tutto nudo e colpiva senza tregua
  1253. Tiberto che stava sdraiato davanti a lui.
  1254. Nessuno di loro si risparmiava.
  1255. Martino prese una pietra
  1256. e la lanciò nell'occhio di Tiberto.
  1257. Il prete, tutto macchiato di sangue,
  1258. alzò la conocchia per dare il colpo di grazia.
  1259. Quando Tiberto aveva capito
  1260. che sarebbe morto,
  1261. fece la parte dell'eroe coraggioso
  1262. per la vergogna del prete.
  1263. Entrambe con gli artigli e con i denti
  1264. lo ferì, cosi sembrava,
  1265. gli saltò addosso tra le gambe (48)
  1266. nella borsa, quella senza cuciture,
  1267. con la quale si fanno suonare le campane.
  1268. Quella cosa cadde per terra.
  1269. La moglie addolorata giurò,
  1270. sull'anima di suo padre,
  1271. che non avrebbe accettato
  1272. le offerte dell'anno intero,
  1273. se non fosse accaduto al prete
  1274. questo dispiacere e questa vergogna.
  1275. Disse così: 'In nome del diavolo dannato
  1276. è stata messa questa trappola.
  1277. Guarda, caro cugino Martino:
  1278. questa era l'armatura di tuo padre.
  1279. Guarda qui il mio danno e la mia vergogna
  1280. d'ora in poi.
  1281. Anche se le sue ferite guariscono,
  1282. non avrà più voglia di giochi amorosi.
  1283. Renardo stava ancora davanti all' apertura.
  1284. Quando sentiva queste parole,
  1285. scoppiò dalle risate che dal suo didietro
  1286. uscì una scoreggia violenta.
  1287. Poi disse con tono di scherno:
  1288. 'Stia zitta, Julocca, cara signora,
  1289. faccia passare il Suo lutto,
  1290. faccia smettere il Suo dolore!
  1291. Cosa importa se il Suo uomo ha perso
  1292. uno dei suoi batocchi
  1293. così dovrà fare meno fatica!
  1294. La pianti con queste lamentele!
  1295. Quando il prete guarisce, non è una vergogna
  1296. se suonerà con una sola campana!'
  1297. In questo modo Renardo consolò la signora Julocca
  1298. che stava fuori di sé.
  1299. Il prete non riuscì più
  1300. a stare in piedi; svenne.
  1301. Poi (Julocca) lo alzò con tutte le sue forze
  1302. e lo portò dritto a letto.
  1303. Nel frattempo Renardo stava ritornando
  1304. da solo alla sua abitazione
  1305. lasciando solo Tiberto gravemente ferito
  1306. e in agonia.
  1307. Anche se Tiberto era molto ansioso,
  1308. quando vide tutti preoccupati
  1309. del prete sdraiato lì
  1310. ferito, si sforzò
  1311. e con i suoi denti
  1312. spezzò il filo a metà.
  1313. Poi non volle rimanerci più nemmeno per un momento,
  1314. così risaltò fuori dall'apertura
  1315. e si recò verso la strada
  1316. che portava dritto alla corte reale.
  1317. Prima che arrivasse lì, faceva già giorno,
  1318. il sole stava sorgendo.
  1319. Come un povero disgraziato
  1320. arrivò a corte Tiberto
  1321. che aveva ottenuto dal prete
  1322. qualcosa di cui si sarebbe lamentato ancora a lungo.
  1323. Quando il re capiva
  1324. che aveva perso un occhio,
  1325. allora si poteva sentirlo
  1326. minacciare tremendamente Renardo, il criminale.
  1327. Il re non perdeva tempo,
  1328. convocò i suoi baroni
  1329. e chiese loro cosa avrebbe dovuto intraprendere
  1330. contro il delitto di Renardo.
  1331. C'erano tanti consigli
  1332. su come richiamare Renardo all'ordine,
  1333. che aveva commesso questo crimine.
  1334. Poi disse Grimberto, il tasso,
  1335. che era il figlio del fratello di Renardo:
  1336. 'Voi signori, avete fatto diversi piani.
  1337. Sebbene mio zio fosse due volte più malvagio di così,
  1338. va applicato il diritto per i liberi,
  1339. lo si convocherà per tre volte
  1340. così come si è soliti fare con un uomo libero.
  1341. Se poi non viene,
  1342. allora si rende colpevole di tutto
  1343. di cui, di fronte al re,
  1344. è stato accusato da parte di questi signori.'
  1345. Chi vuole, Grimberto, mandare a convocarlo?'
  1346. disse il re, 'Chi qui presente
  1347. vuole rischiare
  1348. un occhio o una guancia
  1349. per un animale fellone?
  1350. Credo che nessuno qui sia così pazzo?'
  1351. Grimberto disse: 'Che Dio mi assista.
  1352. Eccomi, io sono abbastanza coraggioso
  1353. che oserei portagli
  1354. il messaggio, se Lei me lo ordinasse.'
  1355. 'Grimberto, vada, sia
  1356. intelligente e si guardi dalle disgrazie.'
  1357. Grimberto disse: 'Lo farò.'
  1358. Così Grimberto partì per Maupertus.
  1359. Una volta arrivato, trovò a casa
  1360. suo zio e la signora Hermelina
  1361. che stavano sdraiati con i loro volpini
  1362. nella tana.
  1363. Appena Grimberto poteva,
  1364. salutò suo zio e sua zia.
  1365. Disse: 'Non La preoccupa
  1366. l'incertezza in cui si trova?
  1367. Crede non sia ancora arrivato il momento
  1368. per recarsi, zio Renardo,
  1369. a corte dove
  1370. è stato accusato pesantemente?
  1371. È stato convocato tre volte.
  1372. Se perde la seduta di tribunale di domani,
  1373. allora temo che non potrà più
  1374. aspettarsi nessuna grazia.
  1375. Fra tre giorni vedrà
  1376. assalito il suo castello, Maupertus.
  1377. Vedrà erigersi davanti alla sua casa
  1378. un patibolo od una ruota (di tortura).
  1379. In verità Le dico questo:
  1380. entrambe i Suoi bambini e Sua moglie
  1381. perderanno la vita
  1382. in modo atroce, senza alcun dubbio.
  1383. Lei non può sottrarsi.
  1384. Perciò il consiglio migliore per Lei
  1385. è quello di venire a corte con me.
  1386. Non si può sapere mai come andrà a finire...
  1387. Le sono successe spesso
  1388. avventure più strane
  1389. di (quanto sarebbe strano) se Lei - sbarazzato da tutte le loro accuse -
  1390. con il permesso del re
  1391. domani lasciasse la corte.
  1392. Renardo disse: 'Dice la verità.
  1393. Ma Grimberto, se vado lì
  1394. tra i cortigiani,
  1395. che troverò lì a corte,
  1396. tutti si adireranno contro di me.
  1397. Se potessi andare via da lì, sarebbe pura fortuna.
  1398. Comunque sia, credo sia meglio
  1399. - se me la cavo, me la cavo -
  1400. di andare con Lei a corte
  1401. prima di perdere tutto:
  1402. castello, bambini e moglie
  1403. oltre alla propria vita.
  1404. Non posso sfuggire al re.
  1405. Se lo vuole, allora ci vado.
  1406. 'Senti', disse, 'moglie Hermelina, (49)
  1407. ti affido i miei figli,
  1408. prenditi cura di loro.
  1409. Anzitutto ti raccomando
  1410. mio figlio Renardino.
  1411. Gli stanno così bene i baffetti
  1412. sparsi sul suo musetto.
  1413. Spero che mi assomiglierà.
  1414. Ecco Rosselino, il bel ladro,
  1415. che amo così tanto
  1416. si, come chiunque i propri figli.
  1417. Anche se devo andarmene di qui,
  1418. farò il mio meglio
  1419. per, se posso, sfuggire.
  1420. Grimberto, cugino, che Dio La premi.'
  1421. Con parole cortesi e belle
  1422. Renardo si congedò dai suoi (familiari)
  1423. e lasciò la sua corte.
  1424. Ahimè, quanto erano tristi la signora Hermelina
  1425. e i suoi piccoli volpini.
  1426. Quando Renardo uscì da Maupertus
  1427. lasciò dietro senza protezione
  1428. il suo territorio e la sua casa.
  1429. Sentite ora cosa ha fatto Renardo.
  1430. Appena si trovò in mezzo ai campi,
  1431. si rivolse a Grimberto dicendogli:
  1432. 'Grimberto, bravo, carissimo cugino,
  1433. sto sospirando e tremando dalle preoccupazioni.
  1434. Caro cugino, vorrei
  1435. - ascolti ora le mie ragioni -
  1436. confessarmi con Lei (50):
  1437. non c'è nessun prete nelle vicinanze.
  1438. Essendomi confessato,
  1439. comunque vadano le cose,
  1440. la mia anima sarà purificata.'
  1441. Dopodiché Grimberto disse:
  1442. 'Zio, se vuole confessarsi,
  1443. deve rinnegare da subito
  1444. tutti i furti e tutte le rapine
  1445. sennò non servirà a niente.'
  1446. 'Lo so.', disse Renardo,
  1447. 'Grimberto, mi ascolti ora
  1448. e cerchi di consigliarmi.
  1449. Vede, Le chiedo perdono
  1450. per tutti i miei reati.
  1451. Mi ascolti, Grimberto, e mi comprenda:
  1452. confiteor pater, mater (51)
  1453. che mi sono comportato male
  1454. con il castoro e il gatto
  1455. e con tutti gli animali.
  1456. Di questo voglio purificarmi confessandomi.'
  1457. Grimberto disse: 'Zio, parla francese?
  1458. Per favore, mi parli in nederlandese
  1459. affinché La possa capire.'
  1460. Poi disse Renardo: 'Mi sono comportato male
  1461. nei confronti di tutti gli animali viventi.
  1462. Preghi Dio perché mi possa perdonare.
  1463. Ho fatto sanguinare
  1464. la testa a mio zio Bruno.
  1465. Ho mandato a caccia di topi Tiberto,
  1466. ma ha soltanto ottenuto bastonate
  1467. a casa del prete, lì cadette in trappola.
  1468. Ho fatto tanto male
  1469. a Cantachiaro e i suoi figli,
  1470. quando erano in più o in meno,
  1471. spesso liberavo loro (dal peso della vita).
  1472. Giustamente ha accusato la volpe.
  1473. Nemmeno il re mi è sfuggito.
  1474. Anche a lui ha procurato tanto dolore
  1475. e ho discreditato la regina,
  1476. ci vorrà tanto tempo prima che otterranno
  1477. altrettanto onore da me.
  1478. Ho anche, questo Le dico,
  1479. Grimberto, ingannato più gente
  1480. di quanto Le potrei dire.
  1481. E Isengrimo, mi capisca, (52)
  1482. chiamò zio per frode.
  1483. L'ho fatto monaco a Elmare,
  1484. dove ci eravamo ritirati.
  1485. Per lui fu un atto di penitenza.
  1486. L'appesi ai fili delle campane
  1487. da entrambi i piedi.
  1488. Gli piaceva così tanto suonare
  1489. che lo voleva imparare a tutti i costi.
  1490. Le cose finirono in modo disonorevole per lui
  1491. perché suonò così esageratamente forte
  1492. che tutti quelli che camminavano per strada
  1493. e che si trovavano dentro (il monastero) di Elmare
  1494. pensarono fosse il diavolo
  1495. e si affrettarono verso dove sentivano suonare.
  1496. Prima che potesse pronunciare
  1497. le parole: 'Voglio entrare nell'ordine',
  1498. gli avevano quasi tolto la vita.
  1499. Poi gli feci dare la tonsura.
  1500. Se lo ricorderà a vita,
  1501. di questo sono sicuro.
  1502. Gli feci bruciare i peli
  1503. finché gli si raggrinzò il cuoio capelluto.
  1504. Gli feci altri torti
  1505. sul ghiaccio dove gli insegnai a pescare,
  1506. lì non seppe sfuggirmi.
  1507. Ricevette diversi colpi.
  1508. Poi un giorno lo portai
  1509. dal prete Vimbloys.
  1510. In tutto il paese di Vermendoys
  1511. non c'era un prete più ricco.
  1512. Quello stesso prete aveva una rimessa
  1513. dove ci stavano tanti prosciutti grassi
  1514. di cui tante volte mi ero saziato.
  1515. Sotto quella rimessa avevo
  1516. fatto in segreto una buca.
  1517. In quella fece infilare Isengrimo.
  1518. Lì trovò una grande quantità di carne di vitellone
  1519. e tanti prosciutti appesi.
  1520. Di quella carne, ne fece passare
  1521. attraverso la gola eccessivamente tanta.
  1522. Quando pensò di uscire di nuovo fuori
  1523. dalla buca senza alcun pericolo,
  1524. la sua dannata pancia si era gonfiata
  1525. talmente tanto che si pentì del suo bottino.
  1526. Visto che c'era entrato affamato,
  1527. non riuscì più ad uscirne fuori.
  1528. Corsi, facendo tanta confusione,
  1529. verso il villaggio e diedi l'allarme.
  1530. senta come ho fatto:
  1531. corsi dal prete che
  1532. stava a tavola mangiando.
  1533. Quel prete aveva un cappone,
  1534. era il miglior gallo (53)
  1535. che si potesse trovare in tutto il paese.
  1536. Mangiava persino dalla mano.
  1537. Presi questo (gallo) in bocca
  1538. davanti al tavolo dove stava
  1539. mentre il prete mi stava guardando.
  1540. Poi gridò il prete: 'Prendilo, colpiscilo!
  1541. Aiuto! Chi ha mai visto una cosa così incredibile?
  1542. Guardate, la volpe è venuta da me
  1543. derubandomi dentro casa mia.
  1544. Mi aiuti Santo Spirito.
  1545. Peggio per lui che è venuto qui!'
  1546. Dal tavolo prese un coltello
  1547. urtando il tavolo in modo
  1548. che questo volava alto sopra di me
  1549. per poi cadere per terra in mezzo alla stanza.
  1550. Bestemmiò pesantemente e giurò
  1551. strillando forte: 'Ti prenderò a schiaffi!'
  1552. e mi perseguitò.
  1553. Con il suo coltello alzato
  1554. mi pressò fino a
  1555. dove stava Isengrimo.
  1556. Avevo quel gallo nella mia bocca,
  1557. il quale era molto grande e pesante.
  1558. Perciò lo dovetti lasciare lì,
  1559. se mi piaceva o no.
  1560. Poi gridò il prete: 'Ahimè, signor ladro,
  1561. devi lasciare qui il tuo bottino!'
  1562. Strillava ma io me ne stavo
  1563. già andando verso dove volevo andare.
  1564. Quando il prete voleva raccogliere
  1565. il gallo, vide Isengrimo.
  1566. Lo aspettavano grandi guai.
  1567. Gli lanciò il coltello in un occhio.
  1568. Sei uomini avevano seguito il prete,
  1569. tutti avevano un grande bastone con sé.
  1570. Appena si accorsero di Isengrimo,
  1571. fecero un grande chiasso
  1572. così che uscirono fuori tutti i vicini
  1573. che discutevano accesamente sul fatto che
  1574. nella rimessa del prete era stato catturato un lupo,
  1575. che era rimasto bloccato
  1576. con la pancia nella buca.
  1577. Quando lo vennero a sapere i vicini,
  1578. si affrettarono a vedere quel miracolo.
  1579. Isengrimo venne bastonato
  1580. finché non era più un gioco per lui,
  1581. perché ricevette tantissimi
  1582. colpi e lanci (di pietre) forti.
  1583. Poi arrivarono i ragazzini del villaggio
  1584. che lo bendarono.
  1585. Era ridotto così male, doveva permetterglielo
  1586. così forte lo colpivano e lo pestavano.
  1587. Quando lo tirarono fuori dalla buca,
  1588. dovette sopportare tanto dolore.
  1589. Dopodiché gli appesero una pietra al collo
  1590. e lo lasciarono ai cani
  1591. abbaianti che gli diedero la caccia.
  1592. Continuarono a dargli bastonate forti
  1593. persino quando ero sfinito.
  1594. Poi cadette giù sull'erbetta
  1595. come se fosse morto come una pietra.
  1596. Allora la gioia dei bambini fu grande.
  1597. Ci fu una grande confusione lì.
  1598. Lo alzarono, lo misero su una lettiga
  1599. e lo portarono con grande baccano
  1600. attraverso pietre e cespugli.
  1601. Fuori dal villaggio, in un fossato
  1602. rimase sdraiato per tutta la notte.
  1603. Come se ne è andato, non lo so.
  1604. Dopodiché mi giurò
  1605. di rendermi omaggio per un anno intero.
  1606. Questo l'avrebbe fatto a patto
  1607. che lo saziassi di pollame.
  1608. Così lo portai in un posto
  1609. dove gli spiegai
  1610. che due galline e un gallo
  1611. in una grande casa lungo la strada
  1612. stavano su una trave
  1613. vicino ad una botola.
  1614. Lì feci che Isengrimo insieme a me
  1615. si arrampicasse sulla casa.
  1616. Dissi di volerlo assicurare
  1617. che se si fosse infilato nella botola,
  1618. davanti ci avrebbe trovato
  1619. galline grasse a suo piacere.
  1620. Andò verso la botola sorridendo
  1621. ma ansiosamente si infilò lì dentro
  1622. e iniziò a tastare qua e là.
  1623. Tastò e quando non ci trovava nulla,
  1624. disse: 'Cugino, bisogna
  1625. preoccuparsi qui, non trovo niente.'
  1626. Dissi: 'Zio, ma cosa sta dicendo?
  1627. Si infili un po' di più.
  1628. Uno deve impegnarsi per ottenere qualcosa.
  1629. Le ho già prese io, quelle (galline) che stavano davanti.'
  1630. Allora si fece ingannare
  1631. andando a cercare le galline troppo lontano.
  1632. Vedevo di poter prenderlo in giro
  1633. e lo schernii così che
  1634. cadette da lì su per terra
  1635. facendogli fare una brutta caduta
  1636. che svegliò tutti quelli
  1637. che stavano dormendo in quella casa.
  1638. Quelli sdraiati vicino al fuoco, gridarono
  1639. che qualcosa, non sapevano che cosa, era
  1640. caduta attraverso la canna fumaria.
  1641. Si alzarono e accesero la luce.
  1642. Quando lo videro
  1643. venne ferito quasi a morte.
  1644. Gli ho recato più guai
  1645. di quanto Le posso raccontare.
  1646. Tuttavia, tra tutto quello che gli ho combinato,
  1647. niente mi dispiace
  1648. così tanto che averlo tradito
  1649. con la signora Iswenda (54) , la sua bella moglie,
  1650. che amava più della propria vita.
  1651. Che Dio mi perdoni.
  1652. Con lei ho fatto quello che avrei preferito (55)
  1653. ancora fare che averlo già fatto.
  1654. Grimberto disse: "Se vuole confessarsi
  1655. sinceramente con me
  1656. e liberarsi dai Suoi peccati,
  1657. allora deve parlare apertamente.
  1658. Non so dove Lei voglia arrivare:
  1659. 'Mi sono comportato male con sua moglie'.
  1660. Zio, non riesco a capire
  1661. cosa vuole dire con queste parole."
  1662. Renardo disse: "Cugino Grimberto,
  1663. sarebbe stato gentile
  1664. se avessi detto francamente:
  1665. 'Sono andato a letto con mia zia'?
  1666. Lei è un mio parente, si sarebbe
  1667. imbarazzato se avessi detto tale volgarità.
  1668. Grimberto, ora Le ho raccontato
  1669. tutto ciò che riesco a ricordarmi.
  1670. Mi consenta l'indulgenza, La prego
  1671. e mi punisca come meglio crede."
  1672. Grimberto era intelligente e saggio,
  1673. spezzò un ramoscello da un cespuglio
  1674. e gli diede quaranta colpi (56)
  1675. per tutti i suoi peccati.
  1676. Dopodiché, come avviso sincero,
  1677. gli consigliò di fare il bravo,
  1678. di vegliare, di leggere (le sue preghiere),
  1679. di digiunare, di celebrare (le feste religiose),
  1680. di portare sulla strada giusta
  1681. tutti quelli che avrebbe visto fuori strada
  1682. e di guadagnarsi il pane in modo
  1683. onesto da allora in poi.
  1684. Dopodiché gli fece giurare
  1685. di rinnegare entrambe il rapinare e il rubare.
  1686. Da allora Renardo avrebbe dovuto prendersi cura della sua anima
  1687. secondo il consiglio di Grimberto.
  1688. Partì per la corte con la speranza di essere graziato.
  1689. Ora è finita la confessione.
  1690. I signori si stanno recando
  1691. verso la corte.
  1692. Allora a destra della via retta (57)
  1693. sul quale stavano camminando,
  1694. ci stava un monastero delle suore nere,
  1695. dove tante oche, tanti galli,
  1696. tante galline e tanti capponi
  1697. erano soliti girare fuori dal muro.
  1698. Questo, lo sapeva la creatura fellone,
  1699. l'inaffidabile Renardo
  1700. e disse: 'La strada giusta porta attraverso
  1701. quel giardino lì.'
  1702. Con questo inganno
  1703. condusse Grimberto lungo la rimessa,
  1704. dove il pollame stava ruspando
  1705. qua e là fuori dal muro.
  1706. Renardo si accorse del pollame:
  1707. I suoi occhi cominciavano a girarsi:
  1708. lontano dagli altri ci stava un gallo
  1709. che era bello grasso e giovane.
  1710. Renardo l'assalì al volo
  1711. così che le piume del gallo svolazzavano.
  1712. Grimberto disse: 'Zio crede che io sia matto?
  1713. Uomo maledetto, cosa pensa di fare?
  1714. Per un galletto
  1715. vuole ricadere in tutti quei grandi peccati
  1716. di cui si è appena liberato, confessandosi?
  1717. Di questo se ne pentirà!'
  1718. Renardo disse. 'Davvero,
  1719. me ne ero scordato, caro cugino.
  1720. Preghi Dio perché me lo perdoni.
  1721. Non succederà mai più.'
  1722. Poi tornarono indietro
  1723. attraverso un ponticello stretto.
  1724. Quante volte Renardo guardava indietro
  1725. verso dove stava il pollame.
  1726. Non riuscì a controllarsi,
  1727. dovetti seguire la sua natura.
  1728. Se gli avessero tagliato la testa,
  1729. sarebbe volato verso il pollame,
  1730. in quanto possibile.
  1731. Grimberto se ne era accorto del suo modo di fare
  1732. e disse: 'Mangione impuro,
  1733. come girano i Suoi occhi.'
  1734. Renardo rispose: 'Fa male
  1735. a disprezzare così il mio cuore
  1736. e a disturbare le mie preghiere.
  1737. Mi lasci pregare due padrenostri
  1738. per le anime delle galline del monastero
  1739. e per ottenere la grazia per le oche
  1740. che ho tradito tante volte
  1741. e che con astuzia avevo sottratto
  1742. a quelle suore sante.
  1743. Grimberto si arrabbiò, tuttavia, Renardo
  1744. aveva sempre gli occhi girati indietro.
  1745. Quando arrivavano sulla via retta,
  1746. si rintristì.
  1747. Renardo tremava dalla paura
  1748. mentre si recavano verso la corte
  1749. e quando si avvicinò alla corte,
  1750. dove temeva di fare una brutta fine.
  1751. Quando a corte avevano saputo che
  1752. Renardo era arrivato a corte
  1753. con Grimberto, il tasso,
  1754. credo che non ci fosse nessuno,
  1755. povero o che fosse di famiglia povera,
  1756. che non volesse sporgere querela
  1757. contro Renardo.
  1758. Nonostante ciò, si fingeva audace
  1759. anche se era difficile.
  1760. Disse a Grimberto il tasso:
  1761. 'Passiamo per la strada principale.'
  1762. Renardo proseguì con questo atteggiamento
  1763. e sicuro di sé
  1764. come se fosse il figlio del re
  1765. e come se non avesse fatto niente di male.
  1766. Impavidamente si mise
  1767. di fronte a Nobile, il re
  1768. dicendogli: 'Dio, che ha
  1769. creato ogni cosa, Vi dia, signore re,
  1770. tanta felicità e onore.
  1771. Vi saluto, re, ne ho il diritto.
  1772. Nessun re ha mai avuto un servitore
  1773. fedele nei suoi confronti
  1774. come ero e sono tuttora io.
  1775. Tante volte questo è risultato chiaro.
  1776. Tuttavia, ad alcuni qui presenti
  1777. piacerebbe privarmi
  1778. del Vostro omaggio, credetemi.
  1779. Mai Voi non lo fate. Che Dio Vi lodi!
  1780. Non sarebbe consono alla corona
  1781. credere troppo facilmente a quello che
  1782. le dicono gli scaltri e i felloni.
  1783. Comunque, mi lamento con Dio
  1784. perché ce ne sono troppi nel nostro tempo,
  1785. di scaltri che possono fare false accuse
  1786. e che hanno guadagnato la benevolenza
  1787. presso le corti potenti.
  1788. Non si dovrebbe credere a loro.
  1789. La loro malignità è innata
  1790. e tormentano i buoni.
  1791. Che Dio si vendichi sulla loro vita,
  1792. dovrebbe dare loro per l'eternità
  1793. quello si meritano.'
  1794. Il re disse: 'Poh, Renardo!
  1795. Poh, Renardo, malvagio impuro,
  1796. quanto sa fare bene il bravo!
  1797. Questo ora non La aiuterà un'acca.
  1798. La smetta con le Sue belle parole.
  1799. Non diventerò amico suo per Sue lusinghe.
  1800. È vero, ma quanto mi ha servito bene
  1801. con quella questione nella selva,
  1802. quanto si è tenuto lì
  1803. alla pace reale proclamata da me.'
  1804. 'Poh, cosa non ho perso io!',
  1805. disse Cantachiaro, che stava lì.
  1806. Il re disse: 'Chiuda la bocca,
  1807. signor Cantachiaro, mi lasci parlare,
  1808. mi lasci fare i conti con i suoi tratti cattivi.
  1809. Ah si, signor delinquente, Renardo,
  1810. quanto Le sono caro e quanto mi stima
  1811. l'ha fatto capire, senza affaticarsi,
  1812. ai miei messaggeri:
  1813. il poveraccio, Tiberto e il signor Bruno
  1814. che ha ancora la testa insanguinata.
  1815. Ora non La rimproverò;
  1816. temo che la sua gola ci rimetterà
  1817. ancora oggi, tra breve.'
  1818. Nomine Patrum, Christum filye',
  1819. disse Renardo, 'se il signor Bruno
  1820. è stato picchiato e insultato.
  1821. Fosse stato coraggioso, si sarebbe vendicato
  1822. prima di scappare attraverso l'acqua.
  1823. Dall'altra parte, Tiberto il gatto,
  1824. che ho ricevuto e ospitato,
  1825. se è andato a rubare
  1826. dal prete, contro il mio consiglio,
  1827. che lo ha maltrattato,
  1828. per dio, se dovessi pagare io per questo
  1829. allora potrei maledire il mio destino.
  1830. 'Avanti', disse Renardo, 're leone,
  1831. chi dubita del fatto che Voi potete fare
  1832. di me quello che desiderate?
  1833. Per quanto sia delicato il mio caso,
  1834. mi potete vantaggiare o svantaggiare.
  1835. Se mi volete bollire oppure friggere,
  1836. impiccare oppure accecare,
  1837. non Vi posso sfuggire.
  1838. Tutti gli animali sono nel Vostro potere.
  1839. Voi siete potente e io sono debole,
  1840. il mio potere è piccolo, il Vostro grande.
  1841. Per dio, anche se mi picchiaste a morte,
  1842. sarebbe una vendetta misera.'
  1843. Proprio quando stava pronunciando queste parole,
  1844. si alzarono Belino, l'ariete
  1845. e la sua pecora, che l'aveva accompagnato;
  1846. lei era la signora Ha Wa.
  1847. Belino disse: 'Veniamo avanti
  1848. con le nostre accuse.'
  1849. Si alzarono Bruno con i suoi parenti,
  1850. Tiberto, il malvagio,
  1851. Isengrimo, il suo amico,
  1852. Forcondo, il cinghiale,
  1853. il corvo, Tiecelino,
  1854. Pancero, il castoro, anche Brunello,
  1855. la lontra dalla pancia grassa,
  1856. lo scoiattolo, lo signor Rossello,
  1857. la donnola, la signora Fina,
  1858. Cantachiaro e i suoi figli
  1859. che sbattevano forte le ali
  1860. e il furetto, Piccolo Bottino
  1861. si unirono con loro.
  1862. Tutti loro si misero pubblicamente
  1863. di fronte al loro signore re
  1864. e arrestarono Renardo.
  1865. Allora iniziò l'arringa.
  1866. Da nessuna parte si era mai sentito
  1867. parlare meglio degli animali come allora lì
  1868. tra Renardo e gli altri animali.
  1869. Mi risulta difficile e faticoso
  1870. ripetere tutto quello che venne detto lì
  1871. perciò faccio un riassunto.
  1872. Le migliori orazioni vennero tenute lì.
  1873. Le accuse che gli animali esposero,
  1874. vennero provate con buone testimonianze
  1875. come bisognava fare.
  1876. Il re spronò i baroni più importanti
  1877. a emettere una sentenza sul caso di Renardo.
  1878. Poi decisero di erigere
  1879. un patibolo forte e stabile
  1880. per impiccarci
  1881. Renardo, l'uomo fellone.
  1882. Ora è finito lo scherzo per Renardo.
  1883. Dopo che Renardo fu condannato,
  1884. si congedò Grimberto il tasso
  1885. insieme ai parenti più stretti di Renardo,
  1886. non potevano sopportarlo
  1887. né potevano tollerarlo,
  1888. che avrebbero, davanti ai loro occhi,
  1889. impiccato Renardo come un delinquente.
  1890. Anche se alcuni di loro erano d'accordo.
  1891. Il re, era molto saggio,
  1892. quando si accorgeva e capiva
  1893. che così tanti giovani
  1894. stavano lasciando la corte con Grimberto
  1895. che erano parenti stretti,
  1896. pensò fra sé e sé:
  1897. Qui bisogna subito prendere in considerazione un'altra soluzione.
  1898. Anche se Renardo stesso è malvagio,
  1899. ha tanti parenti importanti.'
  1900. Poi disse: 'Perché siete lenti,
  1901. Isengrimo e signor Bruno?
  1902. Renardo conosce tante vie d'uscite
  1903. e si sta facendo sera.
  1904. Renardo sta qui, ma se sapesse
  1905. scappare via per solo tre piedi dal pericolo,
  1906. - è astutissimo,
  1907. e conosce tante insidie -
  1908. non verrebbe più catturato entro l'anno.
  1909. Se deve venir impiccato, perché non lo si fa?
  1910. Prima che venga eretta
  1911. un patibolo, si fa notte.
  1912. Isengrimo aveva un'idea
  1913. e disse: 'Ci sta un patibolo qui vicino.'
  1914. E dopo aver detto queste parole, sospirò.
  1915. Poi disse il gatto, signor Tiberto:
  1916. 'signor Isengrimo, Le piange
  1917. il cuore, la capisco.
  1918. Eppure, è stato Renardo a ideare tutto
  1919. e ad andare lui stesso.
  1920. lì dove hanno impiccato i Suoi due fratelli,
  1921. Stomacone e Pancione. (58)
  1922. È ora di ringraziarlo.
  1923. Se fosse stato più in vita.'
  1924. Isengrimo disse a Tiberto:
  1925. 'Cosa non ci sta dicendo.
  1926. Se avessimo avuto un cappio,
  1927. già tanto tempo fa, il suo collo
  1928. avrebbe già saputo quando pesa il suo sedere.
  1929. Renardo, che rimasto a lungo in silenzio,
  1930. disse: 'Voi signori, abbreviate la mia sofferenza.
  1931. Tiberto possiede una corda forte
  1932. che ha razziato intorno al suo collo
  1933. quando è stato nei guai
  1934. nella casa dove ha morso il prete
  1935. che stava di fronte a lui senza alcun indumento addosso.
  1936. Signor Isengrimo, si prepari.
  1937. Siete i prediletti, Lei
  1938. e anche Lei, Bruno, per uccidere
  1939. il vostro cugino Renardo, il fellone rosso!'
  1940. Dopodiché disse il re:
  1941. Fatevi accompagnare da Tiberto.
  1942. Lui sa arrampicarsi e può portare su
  1943. la corda senza che Lei faccia fatica.
  1944. Tiberto, va avanti e faccia i preparativi.
  1945. Mi affligge vederLa lento.'
  1946. Poi disse Isengrimo a Bruno:
  1947. 'Per la tonsura
  1948. che sta sulla mia testa,
  1949. non avevo mai sentito un consiglio tanto buono
  1950. quanto quello dato qui da Renardo stesso.
  1951. Desidera fare una brutta fine (59)
  1952. Adesso andiamo a dargliela!'
  1953. Bruno disse: 'Cugino Tiberto, prenda
  1954. la corda! Lei verrà con noi.
  1955. Ora Renardo pagherà caro
  1956. le mie belle guance e i Suoi occhi.
  1957. Andiamo a impiccarlo così tanto in alto
  1958. affinché si vergognino tutti i suoi amici.'
  1959. 'Andiamo, l'ha proprio meritato.',
  1960. disse Tiberto e prese la corda.
  1961. Non aveva mai fatto uno sforzo così volentieri.
  1962. Allora erano pronti i tre signori.
  1963. Erano il lupo, Tiberto
  1964. e il signor Bruno, che aveva imparato
  1965. come rubare il miele facendosi male.
  1966. Isengrimo era così deciso
  1967. che prima di andare via dalla corte,
  1968. non voleva lasciarla,
  1969. raccomandò le sue cugine e i suoi cugini
  1970. e tutti quelli che sarebbero rimasti a corte,
  1971. sia i vicini che gli ospiti,
  1972. di tenere forte Renardo.
  1973. Alla signora Hersinta, sua moglie
  1974. ordinò, di restare, anche a costo della sua vita, (60)
  1975. con Renardo,
  1976. di prenderlo per la barba
  1977. e di non separarsi da lui,
  1978. né per regali, né per soldi,
  1979. né per desiderio, né per necessità,
  1980. né per paura di morire.
  1981. Renardo rispose con parole pungenti
  1982. così che lo sentirono tutti lì presenti:
  1983. 'Signor Isengrimo, questo è mezza grazia!
  1984. Anche se la Sua cara è la mia rovina
  1985. e anche se la mia rovina Le è cara,
  1986. sono sicuro che se mia zia
  1987. ripensasse bene a certe vecchie azioni,
  1988. non mi farebbe mai del male.
  1989. Ma signor Isengrimo, dolce zio,
  1990. Lei non si prende cura di suo cugino.
  1991. E signor Bruno e signor Tiberto,
  1992. voi mi avete così disonorato1
  1993. Voi tre avete fatto di tutto
  1994. per farmi togliere la vita.
  1995. Inoltre avete fatto sì
  1996. che tutti quelli che mi si avvicinano
  1997. mi danno del delinquente e mi odiano.
  1998. Per questo dovrete, Dio lo sa bene,
  1999. essere maledetti tutti e tre.
  2000. Sbrigatevi a far succedere
  2001. quello che desiderate fare.
  2002. Il mio cuore è abbastanza coraggioso,
  2003. una volta dovrò pure affrontare la morte.
  2004. Che quando è morto mio padre
  2005. era liberato dai suoi peccati?
  2006. Andate a preparare il patibolo,
  2007. o non mi risparmiate un momento più a lungo
  2008. oppure andate all'inferno
  2009. con i vostri piedi e le vostre gambe.
  2010. Poi disse Isengrimo: 'Amen.'
  2011. Amen.', disse Bruno , 'E lì
  2012. deve andare colui che aspetta più a lungo.
  2013. Tiberto disse: 'Sbrighiamoci.'
  2014. Così saltarono via
  2015. correndo allegramente,
  2016. si impegnarono in una sfida
  2017. saltando diversi recinti
  2018. Isengrimo e il signor Bruno.
  2019. Tiberto li seguì da vicino,
  2020. aveva il piede un po'pesante
  2021. a causa della corda che stava portando.
  2022. Tuttavia era abbastanza veloce.
  2023. Questo grazie al suo buon umore.
  2024. Renardo stava lì in silenzio
  2025. e vide correre via i suoi nemici
  2026. che volevano mettergli il cappio.
  2027. 'Ma questo non succederà.', disse Renardo
  2028. che stava a guardare
  2029. come saltavano e come si voltavano.
  2030. Pensò: 'Deus, che signorini!
  2031. Ora li lascio saltare e correre.
  2032. Se sopravvivo, pagheranno caro
  2033. i loro crimini e la loro calunnia,
  2034. se non mi mancherà l'astuzia da Renardo.
  2035. Tuttavia, è meglio che stiano
  2036. lontani che vicini
  2037. quelli che temo di più.
  2038. Ora voglio cercare di
  2039. eseguire a corte un'astuzia
  2040. che prima dell'alba,
  2041. durante la notte, ho ideato con tanti grattacapi.
  2042. Se la mia astuzia è potente
  2043. quanto spero sia ancora,
  2044. nonostante sia astuto e saggio,
  2045. credo di poter ingannare anche il re.'
  2046. Il re fece suonare il corno
  2047. e ordinò di condurre fuori Renardo.
  2048. Renardo disse: 'Prima fate preparare
  2049. il patibolo al quale verrò impiccato,
  2050. nel frattempo ammetterò la mia colpevolezza
  2051. di fronte al popolo
  2052. affinché mi possano perdonare i miei peccati.
  2053. È meglio che il popolo conosca
  2054. i miei crimini e i miei misfatti
  2055. affinché non accusino più tardi un altro uomo
  2056. dei miei delitti.'
  2057. Il re disse: 'Allora dillo!'
  2058. Renardo stava lì come un uomo triste
  2059. e guardava tutto intorno a sé.
  2060. Poi disse pubblicamente:
  2061. Aiuto!', disse, 'Dominus!
  2062. A questa corte non c'è più nessuno
  2063. né amici né nemici a cui
  2064. non abbia fatto più o meno un torto.
  2065. Tuttavia sentitemi tutti, voi signori.
  2066. Lasciatemi spiegare e farvi capire
  2067. come io, Renardo, il miserabile,
  2068. iniziai per la prima volta con queste malvagità.
  2069. Sono sempre stato
  2070. un bambino cortese.
  2071. Dopo che mi avevano svezzato dal seno materno,
  2072. andavo a giocare con gli agnelli
  2073. per sentire i loro belato
  2074. finché ne uccisi a morsi uno.
  2075. Per la prima volta leccai sangue:
  2076. mi piaceva così tanto, era buonissimo,
  2077. che assaggiai anche la carne.
  2078. Lì ho imparato le delizie,
  2079. per questo andavo dalle capre
  2080. nel bosco dove le sentivo belare.
  2081. Lì uccisi a morsi due capretti.
  2082. Così feci anche il terzo giorno,
  2083. ero diventato più brutale e coraggioso
  2084. e uccisi a morsi galli, galline
  2085. e oche ovunque li trovassi.
  2086. Appena sentivo il sapore di sangue in bocca
  2087. diventai così fellone e crudele
  2088. che uccidevo a morsi
  2089. tutto quello che trovavo e che ritenevo
  2090. buono e domabile.
  2091. Dopodiché mi incontrai con Isengrimo
  2092. durante un inverno molto duro,
  2093. a Bersele (61) sotto ad un albero.
  2094. Aveva calcolato di essere mio zio
  2095. e iniziò a contare i legami familiari.
  2096. Lì diventammo alleati.
  2097. Giustamente mi pento di questo.
  2098. Lì giurammo reciprocamente fedeltà
  2099. e amicizia sincera.
  2100. Poi cominciammo a girare insieme.
  2101. Lui rubava le roba grossa e io quella piccola.
  2102. Quello che avevamo catturato diventava collettivo.
  2103. E quando dovevamo dividere le parti,
  2104. io ero compiaciuto e allegro,
  2105. mi dava soltanto la metà della mia parte.
  2106. Quando Isengrimo catturava un vitello,
  2107. un montone castrato oppure un ariete,
  2108. ringhiava e si arrabbiava così tanto
  2109. e mi mostrava un'espressione
  2110. così imbronciata e malvagia
  2111. da farmi scappare via da lui,
  2112. così che tutta la mia parte restava a lui.
  2113. Eppure non mi importava tantissimo.
  2114. Tantissime volte mi è capitato
  2115. che quando catturavamo una preda grossa
  2116. a cui io e mio zio avevamo dato la caccia,
  2117. un bue o un maiale,
  2118. si metteva comodamente seduto
  2119. con sua moglie, la signora Hersinta
  2120. e con i suoi figli.
  2121. Quindi potevo avere appena
  2122. una delle costole più piccole
  2123. al quale avevano già rosicchiato i suoi figli.
  2124. Così difficilmente ottenevo il mio bottino.
  2125. Eppure, non lo trovavo gravissimo.
  2126. Se non fosse che provavo
  2127. un affetto così grande per mio zio,
  2128. che tiene così poco a me,
  2129. avrei guadagnato da mangiare, eccome.
  2130. Re, questo lo dovete sapere.
  2131. Ho ancora tanto argento e tanto oro
  2132. di cui dispongo liberamente,
  2133. così tanto che a malapena un carro
  2134. lo potrebbe trasportare in sette volte!'
  2135. Quando il re sentì questo,
  2136. diede a Renardo una risposta dal tono acceso:
  2137. 'Renardo, come ha ottenuto questo tesoro?'
  2138. Renardo rispose: 'Vi dico
  2139. quello che so e che volete sapere,
  2140. per niente al mondo
  2141. Vi rimarrà segreto.
  2142. Re, quel tesoro è stato rubato.
  2143. Se non fosse stato rubato,
  2144. allora un attentato sarebbe stato commesso
  2145. sulla Vostra vita, sulla mia parola,
  2146. che tutti i Vostri seguaci avrebbero rimpianto.
  2147. La regina era ansiosa
  2148. e disse: 'Ahimè, caro Renardo, ahimè,
  2149. ahimè, Renardo, ahimè, ahimè,
  2150. ahimè, Renardo, cosa sta dicendo?
  2151. La prego, per il viaggio
  2152. che farà la sua anima,
  2153. di dirci ora, Renardo,
  2154. di dirci tutta la verità
  2155. chiaramente e di svelare
  2156. se è a conoscenza di qualche omicidio
  2157. o di un complotto
  2158. contro mio marito.
  2159. Faccia sentire questo pubblicamente.'
  2160. Sentite ora come Renardo ingannerà
  2161. il re e la regina,
  2162. come otterrà ingegnosamente
  2163. l'amicizia del re e il suo omaggio
  2164. e come, senza che abbiano alcuna colpa,
  2165. farà cadere in miseria
  2166. entrambi Bruno e Isengrimo
  2167. mettendoli contro il re
  2168. e nella sua disgrazia.
  2169. I signori, che erano così fieri
  2170. perché pensavano di fargli
  2171. fare una brutta figura.
  2172. Credo davvero
  2173. che da parte sua preparerà un boccone amore
  2174. che mangeranno per la loro vergogna.
  2175. Con un'espressione triste
  2176. disse Renardo: 'Nobile regina,
  2177. sebbene ora non me l'aveste chiesto,
  2178. sono uno che crede di morire,
  2179. non avrei potuto appesantire la mia anima
  2180. perché se lo facessi,
  2181. mi spetterebbe l'inferno
  2182. dove c'è tormento e dolore!
  2183. Se ora il re vuole
  2184. che si faccia silenzio,
  2185. dirò con il Vostro permesso
  2186. come un'orribile tentato omicidio
  2187. era stato tramato dalle Vostre seguaci.
  2188. Tuttavia, i cospiratori più importanti
  2189. sono alcuni dei miei parenti più cari,
  2190. che non avrei mai accusato
  2191. se non avessi avuto paura dell'inferno
  2192. dove, si dice, vengono tormentati
  2193. coloro che sanno di un omicidio
  2194. ma che non lo svelano prima di morire.'
  2195. Era duro per il re
  2196. che disse: 'Renardo, mi sta dicendo la verità?
  2197. 'La verità?', disse Renardo, 'Me lo chiedete?'
  2198. Non conoscete la mia situazione?
  2199. Non credete, nobile re,
  2200. nonostante sia un miserabile,
  2201. che io possa permettere un tale assassinio.
  2202. Credete che io voglia portare con me
  2203. una menzogna nel mio lungo viaggio?
  2204. Sulla mia parola, certo che no!', disse Renardo.
  2205. Su insistenza della regina,
  2206. che temeva il peggio per il re,
  2207. il re ordinò chiaramente
  2208. che lì a nessuno era consentito essere così coraggioso
  2209. da dire neanche una parola
  2210. finché Renardo avrebbe detto
  2211. indisturbato tutto quello che voleva.
  2212. Poi restarono tutti in silenzio.
  2213. Il re ordinò a Renardo di parlare.
  2214. Renardo era pieno di stratagemmi felloni,
  2215. pensava che la sorte gli fosse favorevole.
  2216. Disse: 'Tacete tutti,
  2217. dato che lo desidera il re!
  2218. Vi enumererò a memoria
  2219. i cospiratori chiaramente
  2220. senza risparmiare nessuno
  2221. che sento di dover accusare.
  2222. Chi è colpevole dovrà vergognarsi.
  2223. Ora sentite tutti
  2224. come Renardo mentirà accusando di alto tradimento
  2225. proprio padre carnale
  2226. e uno dei suoi parenti più cari:
  2227. cioè Grimberto il tasso,
  2228. che gli stava molto al cuore.
  2229. Renardo aveva fatto questo
  2230. perché voleva
  2231. che si fosse creduto prima
  2232. a quello che avrebbe detto su i suoi nemici,
  2233. quando avrebbe voluto fare delle accuse.
  2234. Sentite ora come iniziò!
  2235. Renardo disse: 'Un giorno
  2236. il signore mio padre trovò
  2237. il tesoro del re Ermanarico
  2238. in un posto nascosto.
  2239. Dopo aver scoperto
  2240. il tesoro, diventò ben presto
  2241. molto presuntuoso e molto orgoglioso
  2242. e disprezzò tutti gli animali
  2243. che prima erano stati i suoi alleati.
  2244. Mandò Tiberto il gatto
  2245. alle Ardenne, quella zona selvaggia, (62)
  2246. dove trovò Bruno l'orso.
  2247. (Il padre di Renardo) chiese l'affetto di Dio l'onnipotente
  2248. e che (Bruno) sarebbe venuto nelle Fiandre
  2249. per governarci come re.
  2250. Bruno si rallegrò per questo:
  2251. l'aveva bramato da tanto tempo.
  2252. Così si recò verso le Fiandre
  2253. e arrivò nel dolce Waasland,
  2254. dove trovò mio padre.
  2255. Mio padre chiamò Grimberto il saggio,
  2256. e Isengrimo il grigio,
  2257. Tiberto il gatto era il quinto
  2258. e andarono ad un paese di nome Hijfte.
  2259. Tra Hijfte e Ghent
  2260. si riunirono
  2261. durante una notte buia.
  2262. Erano arrivati lì grazie ad un potere diabolico
  2263. e sull'insistenza del diavolo
  2264. per giurare in quei campi selvaggi
  2265. tutti e cinque la morte del re.
  2266. Ora sentirete cose incredibili!
  2267. Concordarono inoltre:
  2268. se qualcuno dei parenti del re
  2269. si fosse opposto, mio padre
  2270. con il suo argento e il suo oro
  2271. glielo avrebbe reso impossibile
  2272. in modo che sarebbe stato discreditato.
  2273. Vi dirò come l'ho saputo
  2274. una mattina molto presto
  2275. capitò che mio cugino il tasso,
  2276. che era un po' ubriaco dal vino,
  2277. si confidò in segreto
  2278. con mia moglie, la signora Hermelina,
  2279. Le raccontò tutto in dettaglio
  2280. mentre camminavano nei campi.
  2281. Mia moglie è una donna speciale
  2282. e promise sulla sua parola a Grimberto
  2283. che sarebbe rimasto segreto.
  2284. Appena arrivò nella selva
  2285. dove stavo io e mi trovò,
  2286. me lo raccontò subito
  2287. con molta prudenza però.
  2288. Visto che diede anche certe prove
  2289. sapevo che era vero,
  2290. perciò tutti i miei peli
  2291. si raddrizzarono dal terrore.
  2292. Il mio cuore diventò
  2293. veramente tutto freddo come il ghiaccio.
  2294. Questo è sicuro!
  2295. Prima tutti i rospi erano liberi
  2296. eppure si lamentavano
  2297. perché erano privi di dominazione.
  2298. Si erano radunati
  2299. e gracidavano forte a Dio
  2300. affinché consegnasse loro, grazie alla Sua onnipotenza
  2301. un re che li avrebbe governati.
  2302. Questo pregavano gli anziani e i giovani
  2303. gracidando a squarciagola.
  2304. Un giorno quell'anno
  2305. Dio ascoltò i rospi
  2306. e mandò loro come re una cicogna,
  2307. che li uccise a morsi e li divorò
  2308. in tutti i paesi dove li trovò
  2309. sia nell'acqua che nei campi
  2310. dove li trovò alla sua portata.
  2311. Non aveva mai pietà di loro.
  2312. Poi rimpiansero, ma ero troppo tardi.
  2313. Era troppo tardi, vi dico perché:
  2314. coloro che prima erano liberi,
  2315. rimarranno, senza possibile cambiamento.
  2316. per sempre proprietà sua
  2317. e vivranno per l'eternità in pericolo
  2318. del re cicogna!
  2319. Voi signori, poveri e ricchi,
  2320. temevo che qualcosa di simile
  2321. vi sarebbe successo.
  2322. Ho salvaguardato tutti noi.
  2323. Ho preso cura di voi
  2324. che ora mi ringraziate ben poco!
  2325. Conosco Bruno come falso e malvagio
  2326. e capace di qualsiasi delitto.
  2327. Pensavo: se lui diventasse il nostro signore
  2328. - questo temevo tanto -
  2329. allora saremo tutti perduti.
  2330. Conosco il re come molto nobile di nascita,
  2331. gentile, disponibile
  2332. e clemente con tutti gli animali.
  2333. Mi sembrava in ogni caso
  2334. una cattiva sostituzione
  2335. che non ci avrebbe portato
  2336. né onore né vantaggi.
  2337. Per questo riflettevo e cercavo una soluzione.
  2338. Il mio cuore era molto preoccupato
  2339. per come un'impresa così grave
  2340. sarebbe potuta essere impedita e per come avrei potuto sventare
  2341. il piano malvagio di mio padre
  2342. che credeva di fare un re e un signore
  2343. di un villano, di un mangione.
  2344. Pregavo sempre Dio chiedendogli
  2345. salvare l'onore mondano
  2346. del re, il mio signore!
  2347. Perché sapevo bene
  2348. che se mio padre tenesse il suo tesoro
  2349. avrebbero eseguito il piano
  2350. lui e i suoi alleati,
  2351. e il re sarebbe stato ripudiato.
  2352. Spesso ero immerso
  2353. in grandi pensieri profondi
  2354. su come avrei potuto trovare dove
  2355. stava il tesoro che aveva trovato mio padre.
  2356. Temevo in continuazione d'occhio
  2357. mio padre spiandolo
  2358. nei tanti boschi e nei tanti cespugli,
  2359. entrambi nei campi e nelle selve,
  2360. dove mio padre, quel vecchio furbo,
  2361. girava e camminava.
  2362. Sull'asciutto, nella palude,
  2363. di notte e di giorno
  2364. lo tenevo sempre d'occhio.
  2365. Di giorno e di notte
  2366. facevo sempre la guardia.
  2367. Un giorno succedette
  2368. di coprirmi con felci verdi
  2369. e mi sdraiai per terra
  2370. perché avrei voluto trovare qualcosa
  2371. di quel tesoro desiderato ardentemente.
  2372. Poi vidi mio padre
  2373. uscire fuori da una caverna.
  2374. Pensò subito al tesoro
  2375. per la furbizia con la quale (mio padre) agiva
  2376. mentre lo stavo guardando, se ve lo posso dire.
  2377. Che fosse uscito da quella caverna,
  2378. lo vidi e mi accorsi
  2379. che si guardava intorno per controllare
  2380. se c'era qualcuno con lui.
  2381. Quando non vide nessuno,
  2382. salutò il bel giorno
  2383. e riempì la caverna con sabbia
  2384. spianandola con il terreno.
  2385. Che avessi visto questo, non lo sapeva.
  2386. Poi vidi che prima di andarsene da lì
  2387. trascinò la coda (63)
  2388. dove erano stati i suoi piedi
  2389. per coprire con la terra le sue tracce.
  2390. Lì imparò dal vecchio saggio
  2391. una piccola astuzia ingegnosa
  2392. che prima non conoscevo.
  2393. Alla fine mio padre se ne andò
  2394. verso il paese, dove si trovano
  2395. i galli e le galline grasse.
  2396. Appena osai farmi vedere,
  2397. sobbalzai e corsi verso la caverna.
  2398. Non volli stare più a lungo nell'incertezza
  2399. e in un attimo la raggiunsi.
  2400. Grattai via subito la sabbia
  2401. con i piedi e mi infilai.
  2402. Lì trovai il grande bottino!
  2403. Li trovai argento e oro.
  2404. Mai nessuno, per quanto anziano sia,
  2405. ne aveva visto così tanto insieme.
  2406. Poi non mi risparmiai né una notte né un giorno
  2407. e andai a trascinare e a trasportare
  2408. senza carro e senza carriola
  2409. di giorno e di notte
  2410. con tutte le mie forze.
  2411. Mi aiutò mia moglie, la signora Hermelina.
  2412. Ci costò molta fatica
  2413. prima di aver spostato l'immenso bottino
  2414. ad un'altra caverna,
  2415. lì stava meglio alla nostra disposizione.
  2416. Lo portammo sotto ad un cespuglio
  2417. dentro una caverna nascosta.
  2418. Finalmente il tesoro era mio!
  2419. Ora sentite cosa fecero nel frattempo
  2420. quelli che avevano tradito il re.
  2421. Bruno l'orso mandò
  2422. in segreto ovunque le sue lettere
  2423. nelle quali promise
  2424. grande ricchezza a tutti quelli
  2425. che avrebbero servito per una paga.
  2426. Promise loro di dare
  2427. generosamente argento e oro.
  2428. Mio padre attraversò tutto il paese
  2429. sventolando la bandiera di Bruno.
  2430. Non sapeva minimamente che animali
  2431. avessero scoperto il suo tesoro
  2432. e che l'avessero portato via.
  2433. Se questo tesoro non fosse stato tolto
  2434. avrebbero potuto comprare
  2435. l'intera città di Londra.
  2436. Questo aveva guadagnato con il suo andirivieni!
  2437. Quando mio padre aveva girato e rigirato
  2438. per i tutti paesi
  2439. tra l'Elba e la Somme (64a),
  2440. dove aveva reclutato con il suo oro
  2441. diversi mercenari coraggiosi
  2442. che lo avrebbero aiutato.
  2443. Quando stava arrivando l'estate nel paese
  2444. mio padre ritornò per incontrarsi
  2445. con Bruno e i suoi alleati.
  2446. Poi raccontò loro della sua grande sofferenza
  2447. e delle molteplici preoccupazioni
  2448. che aveva sopportato presso i borghi potenti
  2449. della Sassonia
  2450. dove i cacciatori passavano
  2451. ogni giorno con i loro cani,
  2452. che gli avevano messo paura diverse volte.
  2453. Lo raccontava alla leggera.
  2454. Dopodiché mio padre mostrò
  2455. delle lettere che piacquero a Bruno,
  2456. vi erano scritti ben mille duecento nomi
  2457. appartenenti alla stirpe del signor Isengrimo.
  2458. tutti dagli artigli affilati e dai musi grossi
  2459. oltre ai gatti e agli orsi
  2460. che stavano al servizio di Bruno,
  2461. e le volpi insieme ai tassi
  2462. della Turingia e della Sassonia.
  2463. Tutti questi avevano giurato che,
  2464. se avessero loro pagato in anticipo
  2465. la paga di venti giorni,
  2466. di si sarebbero messi con tutte le loro forze
  2467. al servizio di Bruno.
  2468. Tutto questo evitai, grazie a Dio!
  2469. Quando mio padre aveva portato a termine
  2470. il suo compito, voleva andare
  2471. a vedere il suo tesoro.
  2472. Quando arrivò al posto in questione
  2473. che aveva lasciato prima,
  2474. il tesoro era già scomparso
  2475. e la sua caverna era stata aperta.
  2476. Cosa bisogna dire di più?
  2477. Appena mio padre se ne accorse,
  2478. diventò infelice e arrabbiato
  2479. e si spense dall'amarezza.
  2480. Così non ebbe più luogo il piano di Bruno,
  2481. ciò grazie alla mia abilità.
  2482. Notate la mia sfortuna ora qui:
  2483. il signor Isengrimo e Bruno il mangione
  2484. godono ora qui chiaramente
  2485. la piena fiducia del re
  2486. e il povero Renardo è il capro espiatorio.'
  2487. Il re e la regina,
  2488. che entrambi speravano di guadagnarci,
  2489. condussero Renardo fuori dal consiglio
  2490. per pregarlo di essere così buono
  2491. da indicare loro il suo tesoro,
  2492. quando Renardo sentì questo
  2493. disse. 'Dovrei indicare il mio bene a Voi,
  2494. signore re, che mi fate impiccare?
  2495. Allora sarei fuori di testa...!
  2496. No, Renardo', disse la regina,
  2497. 'mio signore La lascerà in vita
  2498. e gentilmente Le perdonerà
  2499. tutto per cui si è arrabbiato
  2500. se d'ora in poi sarà più saggio,
  2501. più buono e più affidabile.'
  2502. Renardo disse: 'Lo sarò, signora,
  2503. se il re mi promette solennemente
  2504. ora qui davanti a Voi,
  2505. di concedermi il suo omaggio
  2506. e di voler perdonarmi
  2507. tutte le mie colpe, per questo
  2508. voglio indicare
  2509. al re dove sta il tesoro.'
  2510. Il re disse: 'Sarei stupido
  2511. se volessi credere a Renardo.
  2512. Il rubare, il rapinare
  2513. e il mentire ce li ha nel sangue.'
  2514. La regina disse : 'Signore, no.
  2515. Potete credere a Renardo!
  2516. Anche se prima era fellone,
  2517. ora non è più quello che era.
  2518. Avete sentito come ha accusato
  2519. il tasso e suo padre
  2520. di omicidio, il quale avrebbe potuto
  2521. addebitare ad altri animali,
  2522. se avesse voluto continuare ad essere malvagio,
  2523. fellone o inaffidabile.'
  2524. Poi disse il re: 'Gentile signora,
  2525. anche se credo che mi danneggerà,
  2526. se Voi osate consigliarmelo,
  2527. allora voglio, sulla base della Vostra fiducia,
  2528. accettare questa condizione e questo patto
  2529. ponendo fiducia in Renardo.
  2530. Però in verità gli dico:
  2531. Se commette altri misfatti,
  2532. tutti quelli che gli sono imparentati
  2533. fino al decimo grado, pagheranno caro.'
  2534. Renardo si rese conto che il re c'era cascato,
  2535. si rallegrò dentro di sé
  2536. e disse: 'Signore, sarei stupido
  2537. se non Ve lo promettessi.'
  2538. Dopodiché il re prese un filo di paglia (65)
  2539. e perdonò a Renardo
  2540. l'ostilità di suo padre
  2541. oltre ai suoi misfatti.
  2542. Che Renardo fosse contento,
  2543. non mi sembra essere un miracolo.
  2544. Non era stato salvato dalla morte?
  2545. Quando a Renardo tutto era stato rimesso,
  2546. era estremamente felice
  2547. e disse: 'Re, nobile signore,
  2548. che Dio Vi premia per l'onore
  2549. che mi fate Voi e la Vostra signora.
  2550. Sulla mia parola Vi dico
  2551. che mi fate omaggio,
  2552. un onore e un favore talmente grandi
  2553. che non c'è nessuno sotto questo sole
  2554. a cui concedo così volentieri
  2555. il mio tesoro e la mia fedeltà
  2556. di quanto lo faccio a Voi e alla Vostra signora.
  2557. Renardo tenne davanti a sé un filo di paglia
  2558. e disse: 'Signore re, prendete!
  2559. Con questo Vi offro il tesoro
  2560. che una volta possedette Ermanarico.'
  2561. Il re accettò il filo di paglia
  2562. e ringraziò Renardo come
  2563. se volesse dire: 'Lui me ne fa signore (del tesoro).'
  2564. Renardo rise così forte fra sé e sé
  2565. che quasi se ne accorgeva,
  2566. quando il re si piegò
  2567. così docilmente alla sua volontà.
  2568. Renardo disse: 'Signore, fate silenzio.
  2569. Seguite bene le mie indicazioni:
  2570. nelle Fiandre dell'est si trova
  2571. un bosco che si chiama Hulsterloo. (66)
  2572. Re, siete saggio
  2573. e ricordateVi questo:
  2574. a sudovest poco lontano da lì
  2575. scorre una sorgente di nome Kriekeput.
  2576. Signore re, non potete pensare
  2577. che io stia deviando dalla verità:
  2578. è una delle selve più vaste
  2579. che esistano al mondo.
  2580. Vi dico, senza esagerazioni,
  2581. che spesso per sei mesi
  2582. non ci andavano fino alla sorgente
  2583. né uomini o donne
  2584. né creature che abbiano un corpo
  2585. tranne le civette e i gufi notturni
  2586. che fanno i loro nidi lì nei cespugli
  2587. o qualch'altro uccellino
  2588. che avrebbe voluto essere altrove,
  2589. ma che c'era passato per caso.
  2590. E lì ho nascosto il mio tesoro!
  2591. Ascoltate! Questo Vi è utile:
  2592. quel posto si chiama Kriekeput.
  2593. Lì andrete Voi e la Vostra signora.
  2594. Tanto non conoscete nessuno più affidabile
  2595. da farVi fare da guida,
  2596. ascoltatemi attentamente re, per l'amor di Dio,
  2597. andate lì Voi stessi e una volta raggiunta
  2598. alla sorgente in questione
  2599. troverete delle querce giovani.
  2600. Signore re, lì dovete stare attenti:
  2601. re, andate verso l'albero
  2602. che sta più vicino alla sorgente.
  2603. Lì sta sepolto il tesoro.
  2604. Lì dovrete scavare dopo aver grattato via
  2605. un po' di muschio ad uno dei lati.
  2606. Lì troverete tanti gioielli
  2607. d'oro, costosi e belli.
  2608. Lì troverete la corona
  2609. che portava il re Ermanarico
  2610. e altri oggetti di valore in abbondanza.
  2611. Pietre preziose e oggetti d'oro
  2612. che non si potrebbero comprare con mille marchi.
  2613. Ah re, quando sarà Vostro quel bene,
  2614. quante volte penserete fra sé e sé:
  2615. 'Ah Renardo, volpe fedele,
  2616. che astutamente ha sepolto
  2617. qui nel muschio questo tesoro,
  2618. che Dio La benedica ovunque Lei sia.'
  2619. Poi disse subito il re:
  2620. 'Renardo, intraprenderò questo viaggio
  2621. Lei deve venire con noi,
  2622. e deve, Renardo,
  2623. aiutarci a dissotterrare il tesoro.
  2624. Temo di non
  2625. trovare mai quel posto da solo.
  2626. Ho sentito nominare Aquisgrana (67)
  2627. e Parigi. Si trova da quelle parti?
  2628. Mi sembra di capire
  2629. che stia bluffando, Renardo,
  2630. Kriekeput, che nomina qui
  2631. è un nome inventato secondo me.'
  2632. Questo era dispiacevole per Renardo
  2633. che si agitò e disse: 'Si, si,
  2634. re, ci siete così vicino
  2635. come Colonia a maggio.
  2636. Credete che Vi voglio far passare
  2637. la Leie (64b) per il fiume Giordano?
  2638. Ve lo farò vedere, credo di
  2639. avere abbastanza prove convincenti.'
  2640. Gridò forte: 'Cuwarto, venga qui!
  2641. Venga qui dal re, Cuwarto!'
  2642. Gli animali videro che Cuwarto stava per avviarsi;
  2643. tutti si chiesero cosa stava succedendo lì.
  2644. Cuwarto si avvicinò velocemente,
  2645. si chiese cosa avrebbe voluto il re.
  2646. Renardo disse: 'Cuwarto, sente freddo?
  2647. Sta tremando. Non abbia paura
  2648. e dica al mio signore re la verità.
  2649. Questo esige da Lei per la fedeltà
  2650. che deve alla signora (regina)
  2651. e che io devo al re.'
  2652. Poi disse Renardo: 'Glielo dica.
  2653. Sa dove si trova Kriekeput?'
  2654. Cuwarto disse: 'Se lo so?
  2655. Si certo, come potrebbe essere altrimenti?
  2656. Non si trova vicino a Hulsterloo,
  2657. nella torbiera della zona selvaggia?
  2658. Ho sopportato grandi sofferenze,
  2659. spesso la fame e il freddo
  2660. e tante privazioni
  2661. a Kriekeput per talmente tanti giorni
  2662. che non potrei scordarmene.
  2663. Come potrei scordarmene
  2664. che lì Reinout il Malvagio
  2665. ha battuto monete false
  2666. per mantenere sé stesso
  2667. e i suoi alleati.
  2668. Questo è successo prima che io e Rino,
  2669. il mio compagno con cui ho legato tanto
  2670. che ha pagato tante volte i miei contributi scolastici.'
  2671. Ahimè', disse Renardo, 'dolce Rino,
  2672. caro amico, bel cagnolino,
  2673. per Dio, magari fossi qui!
  2674. Avrebbe potuto spiegare a questi animali
  2675. usando dei bei versi, se ce ne fosse bisogno,
  2676. che non sarei mai stato così sfrontato
  2677. da fare qualcosa
  2678. per cui il re si sarebbe potuto
  2679. lecitamente arrabbiare con me.
  2680. Torni pure fra i servitori (del re)',
  2681. disse Renardo, 'si sbrighi, Cuwarto,
  2682. il mio signore re non ha
  2683. più niente da dirLe.'
  2684. Cuwarto si girò
  2685. e lasciò il consiglio del re.
  2686. Renardo disse: 'Re, è vero
  2687. quello che Vi ho detto?' 'Renardo, certo di si.
  2688. Mi perdoni, ho fatto male
  2689. ad aver diffidato di Lei.
  2690. Renardo, buon amico, ora
  2691. vuole prendere in considerazione la richiesta di accompagnarci
  2692. alla sorgente dove sta quella quercia,
  2693. sotto la quale sta sepolto il tesoro.'
  2694. Renardo disse: 'Chiedete una cosa impossibile.
  2695. Credete che non sarei contentissimo
  2696. se potessi
  2697. camminare accanto a Voi
  2698. ovunque volessimo
  2699. senza che dobbiate vergognarVi?
  2700. No, è come Vi rivelo
  2701. e Ve lo racconto, anche se è vergognoso.
  2702. Quando Isengrimo in nome del diavolo
  2703. tanto tempo fa era diventato monaco
  2704. e gli avevano dato la tonsura,
  2705. non gli bastò la razione
  2706. con la quale sei monaci potevano sopravvivere.
  2707. Si lamentò e si lagnò così tanto
  2708. dalla fame che ebbi pietà di lui.
  2709. Quando si ammalò e diventò debole
  2710. mi spiacque essendo un suo parente
  2711. così gli consigliai di scappare.
  2712. Per questo sono stato scomunicato dal papa.
  2713. Domani quando sorgerà il sole.
  2714. voglio andare a Roma per ottenere l'indulgenza.
  2715. Da Roma voglio partire per la Terra Santa;
  2716. da lì non tornerò
  2717. prima di aver fatto così tanta (penitenza),
  2718. re, da poter venire da Voi
  2719. senza danneggiare il Vostro onore e la Vostra pietà
  2720. una volta tornato nel paese.
  2721. Sarebbe una cosa indecente
  2722. se Voi, signore re
  2723. faceste un viaggio
  2724. insieme ad un esile dannato
  2725. che ora sono, che Dio mi migliori.'
  2726. Il re disse: 'Renardo,
  2727. è da tanto tempo che è scomunicato?' Poi disse Renardo:
  2728. 'Si lo sono, sono passati tre anni da quando
  2729. il decano Ermanno
  2730. mi ha scomunicato di fronte al sinodo.
  2731. Il re disse: 'Renardo, dopo che è stato
  2732. scomunicato, me lo potrebbero rimproverare
  2733. Renardo, se intraprendessi un viaggio con Lei.
  2734. Farò venire con me Cuwarto
  2735. o qualcun altro, fino al tesoro.
  2736. E le consiglio, Renardo, di
  2737. non tralasciare di fare il Suo viaggio
  2738. che La purificherà dalla Sua scomunica.
  2739. 'Non lo farò', disse Renardo.
  2740. Domani partirò per Roma,
  2741. se tutto va secondo la mia volontà.'
  2742. Il re disse: 'Credo che è
  2743. pieno di buoni propositi.
  2744. Che Dio Le conceda di adempierli
  2745. affinché serva a Lei e a me
  2746. e a tutti noi.
  2747. Dopo aver detto queste parole,
  2748. Nobile il re si mise
  2749. su una pedana di pietra,
  2750. dove era solito stare soltanto
  2751. quando teneva una seduta di tribunale.
  2752. Tutti gli animali ci stavano seduti
  2753. intorno sull'erba in un cerchio
  2754. secondo la loro stirpe.
  2755. Renardo stava vicino alla regina:
  2756. Preghi per me, nobile signora,
  2757. affinché La posso rivedere in amicizia.'
  2758. Disse: 'Che il signore, che è onnipotente,
  2759. La perdoni.'
  2760. Il re e la regina
  2761. andavano a stare allegramente
  2762. di fronti ai loro animali poveri e ricchi.
  2763. Il re disse gentilmente:
  2764. 'Renardo è venuto qui a corte,
  2765. e vuole, per l'amor di Dio,
  2766. migliorarsi con tutto il cuore.
  2767. E mia moglie, la regina
  2768. ha insistito così tanto a suo favore
  2769. che sono diventato un suo amico
  2770. e si è riconciliato con me,
  2771. inoltre è stato liberato
  2772. da ogni persecuzione e ogni punizione.
  2773. Ora gli proclamo la pace completa.
  2774. Un'altra volta gli proclamo la pace
  2775. anche per la terza volta
  2776. e ordino a tutti voi, sulla vostra vita,
  2777. di fare omaggio a Renardo, a sua moglie
  2778. e ai suoi figli
  2779. ovunque li incontriate,
  2780. sia di notte che di giorno.
  2781. Non voglio più sentire
  2782. delle lamentele su Renardo.
  2783. Sebbene fosse spregiudicato prima,
  2784. vuole migliorarsi, vi dico come:
  2785. domani mattina presto Renardo
  2786. vuole ricevere un bastone e una borsa da pellegrino
  2787. per recarsi a Roma
  2788. e da Roma partirà per la Terra Santa,
  2789. da lì non tornerà
  2790. prima di aver ricevuto l'indulgenza plenaria
  2791. per tutti i suoi misfatti.'
  2792. Tiecelino sentì queste parole
  2793. e ritornò volando lì
  2794. dove trovò i tre compagni.
  2795. Sentite ora cosa racconterà loro.
  2796. Disse: 'Stupidi, cosa fate qui?
  2797. Renardo è capo servitore (68)
  2798. a corte ed è eccessivamente potente.
  2799. Il re gli ha rimesso
  2800. tutti i suoi misfatti
  2801. e siete stati traditi tutti e tre.'
  2802. Isengrimo rispose a
  2803. Tiecelino bruscamente:
  2804. 'Credo che stia mentendo, signor corvo.'
  2805. Dopodiché corse subito via
  2806. e Bruno lo seguì.
  2807. Corsero, allungando
  2808. le loro membra, verso la corte.
  2809. Tiberto rimase seduto
  2810. terrorizzato sul patibolo.
  2811. Era talmente tanto preoccupato
  2812. per la sua pelliccia,
  2813. che avrebbe preferito nessuna rappresaglia
  2814. per l'occhio
  2815. che aveva perso nel magazzino del prete,
  2816. se questo l'avesse riconciliato con Renardo.
  2817. Dalla paura non seppe fare altro
  2818. che mettersi seduto sul patibolo.
  2819. Si lamentò tanto e a lungo
  2820. per aver mai conosciuto Renardo.
  2821. Isengrimo si aprì un varco
  2822. di gran fretta fino alla regina
  2823. e rimbrottò
  2824. Renardo così pesantemente
  2825. che il re si infuriò
  2826. e fece catturare Isengrimo
  2827. e Bruno. Vennero subito
  2828. catturati e legati.
  2829. Non si erano mai visti disonorare
  2830. cani furiosi come
  2831. allora Isengrimo e anche Bruno.
  2832. Vennero trattati come delinquenti
  2833. e li legarono entrambi così forte,
  2834. che per tutta la notte
  2835. con nessun sforzo
  2836. avrebbero potuto muovere un dito.
  2837. Ora sentito come li tratterà.
  2838. Renardo che era crudelissimo con lui,
  2839. fece ritagliare dalla schiena
  2840. di Bruno una borsa di pelle,
  2841. che gli servirà da borsa da pellegrino,
  2842. lunga e larga un piede.
  2843. Allora Renardo sarebbe stato pronto
  2844. se avesse avuto quattro scarpe nuove.
  2845. Sentite ora cosa farà
  2846. per procurarsi quattro scarpe!
  2847. Sussurrò alla regina:
  2848. 'Signora, sono il Vostro pellegrino,
  2849. mio zio Isengrimo sta qui,
  2850. porta quattro scarpe solide,
  2851. mi aiuti a farmele indossare.
  2852. Prenderò cura della Vostra anima:
  2853. è un obbligo per il pellegrino
  2854. ricordare nelle sue preghiere
  2855. tutto il bene che gli hanno mai fatto.
  2856. Potete curare la Vostra anima grazie a me.
  2857. E fate che mia zia Hersinta
  2858. mi dia due delle sue scarpe,
  2859. lo potete fare mantenendo il decoro:
  2860. sta sempre comodamente a casa.'
  2861. Volentieri', disse la regina,
  2862. 'Renardo, non Le può mancare niente,
  2863. non può fare a meno delle scarpe: deve viaggiare
  2864. all'estero sotto la protezione di Dio,
  2865. oltre le montagne e attraverso i boschi
  2866. e passare sopra i cespugli e pietre.
  2867. Questo sforzo non sarà facile.
  2868. È necessario che Lei abbia delle scarpe.
  2869. Mi impegnerò volentieri.
  2870. Quelle (scarpe) di Isengrimo vi staranno bene:
  2871. sono così solide e spesse
  2872. quelle che portano Isengrimo e sua moglie.
  2873. Anche se costassero loro la loro vita,
  2874. ognuno di loro Le deve dare due scarpe
  2875. con le quali deve partire per il Suo viaggio.'
  2876. Il pellegrino finto è quindi riuscito
  2877. a far perdere
  2878. al signor Isengrimo la pelle
  2879. di entrambi le zampe anteriori
  2880. dalle ginocchia fino agli artigli.
  2881. Non avete mai visto cucire gli occhi di un uccello
  2882. che teneva così ferme le palpebre
  2883. come fece Isengrimo
  2884. quando gli tolsero miseramente le scarpe
  2885. in modo che il sangue gli colava verso le dita dei piedi.
  2886. Quando Isengrimo era stato scalzato,
  2887. doveva andare a sdraiarsi sull'erba
  2888. alla signora Hersinta, la lupa
  2889. che era molto sconfortata,
  2890. le fece togliere la pelle
  2891. e strappare gli artigli
  2892. di entrambi le zampe posteriori.
  2893. Questo fatto attenuò
  2894. lo scoraggiamento di Renardo.
  2895. Sentite ora come si lamenta!
  2896. Zia', disse, 'zia,
  2897. quante sofferenze
  2898. ha dovuto sopportare per colpa mia?
  2899. Mi spiacciono tutte, tranne questa,
  2900. anzi mi fa piacere, Le dico perché:
  2901. Lei è , mi creda,
  2902. uno dei miei parenti preferiti,
  2903. perciò porterò volentieri le Sue scarpe.
  2904. Dio sa che tornerà a vantaggio Suo.
  2905. Parteciperà all'indulgenza papale
  2906. e al perdono,
  2907. cara zia, che io nelle Sue scarpe
  2908. andrò a procurare nella Terra Santa.'
  2909. La signora Hersinta soffrì così tanto
  2910. che stentò a parlare:
  2911. Ahimé Renardo, che Dio possa vendicarmi
  2912. perché ci vedete (sofferenti) come desidera Lei!'
  2913. Isengrimo era furioso e tacque
  2914. e il suo compagno Bruno,
  2915. era troppo sconfortato:
  2916. stavano legati feriti.
  2917. Se in quel momento
  2918. Tiberto il gatto fosse stato lì
  2919. lo posso dire con certezza,
  2920. aveva fatto così tante cose in precedenza,
  2921. non sarebbe rimasto illeso.
  2922. Ma sarò breve.
  2923. Il giorno successivo, prima dell'alba,
  2924. Renardo fece mettersi le scarpe
  2925. che prima appartenevano a Isengrimo
  2926. e a sua moglie, la signora Hersinta,
  2927. dopo averle allacciate
  2928. intorno ai suoi piedi, andò
  2929. lì dove si trovò il re
  2930. e sua moglie la regina.
  2931. Disse con tono gentile:
  2932. 'Signore, che Dio dia il buongiorno a Voi
  2933. e alla Vostra signora, che
  2934. giustamente lodo.
  2935. Ora fate dare al Vostro servitore Renardo
  2936. il bastone e la borsa da pellegrino e lasciatemi partire.'
  2937. Poi il re mandò subito a chiamare
  2938. il cappellano Belino l'ariete. (69)
  2939. Quando raggiunse il re,
  2940. il sovrano disse: 'Ecco
  2941. il pellegrino. Lo benedica
  2942. e gli dia la borsa e il bastone da pellegrino.'
  2943. Belino rispose al re:
  2944. 'Signore, non oso fare questo:
  2945. Renardo stesso ha confessato
  2946. di essere stato scomunicato dal papa.'
  2947. Il re disse: 'Belino, e allora?
  2948. Il maestro Jufroet ce l'ha spiegato,
  2949. sebbene un unico uomo avesse commesso
  2950. gli stessi peccati di tutti coloro che vivono,
  2951. se vuole rinunciare alla malvagità,
  2952. e confessarsi
  2953. e se come atto di penitenza
  2954. deve recarsi alla Terra Santa,
  2955. in questo modo si poteva purificare.'
  2956. Poi disse Belino al re:
  2957. 'Non compierò nessun atto religioso
  2958. giusto o sbagliato che sia,
  2959. tranne se Voi mi rendete indenne
  2960. nei confronti del vescovo e del decano.
  2961. Il re disse: 'Per otto settimane
  2962. credo di non chiederLe più così tanto.
  2963. Anche se preferirei vederLa impiccato
  2964. piuttosto che pregarLa ora.'
  2965. Quando Belino sentì che
  2966. il re si arrabbiò con lui,
  2967. si impaurì
  2968. che tremava dalla paura
  2969. e andò a preparare il suo altare
  2970. e iniziò a cantare e a leggere ad alta voce
  2971. tutto che gli sembrò giusto.
  2972. Quando Belino il cappellano
  2973. aveva docilmente tenuto
  2974. la messa adatta al momento del giorno,
  2975. appese al collo (di Renardo)
  2976. una borsa da pellegrino di pelle di Bruno.
  2977. Inoltre diede in mano all'uomo fellone
  2978. anche un bastone da pellegrino
  2979. alla sua disposizione. Poi fu
  2980. completamente pronto per il viaggio.
  2981. Poi guardò in direzione del re
  2982. mentre lacrime finte cadevano
  2983. giù lungo i suoi baffetti
  2984. come se gli doleva il cuore
  2985. dal dispiacere.
  2986. Era dispiaciuto per nient'altro che
  2987. per non aver arrecato
  2988. a tutti quelli che stava lasciando lì
  2989. gli stessi danni come a Bruno e Isengrimo,
  2990. quando ne aveva avuto la possibilità.
  2991. Tuttavia stava lì e chiese a tutti
  2992. di pregare per lui
  2993. altrettanto lealmente come avrebbe voluto
  2994. pregare lui per tutti loro.
  2995. Quel congedo durava troppo per lui,
  2996. preferiva partire
  2997. perché stava sempre in ansia
  2998. come quelli che si sanno colpevoli.
  2999. Poi disse il re: Mi dispiace,
  3000. Renardo, che abbia fretta.'
  3001. No, signore, è ora!
  3002. Non si rimandano le buone azioni.
  3003. Con la Vostra benedizione vorrei partire.'
  3004. Il re disse: 'Che Dio La benedica.'
  3005. Poi il re ordinò a tutta la corte,
  3006. tranne ai prigionieri,
  3007. di accompagnare fuori Renardo.
  3008. Così Renardo era pellegrino
  3009. e suo zio Isengrimo
  3010. e Bruno stavano legati
  3011. indeboliti dalle gravi ferite.
  3012. Mi sembra e penso
  3013. che nessuno sia così malinconico,
  3014. a causa della miseria nella quale potrebbe essere caduto,
  3015. tra la Polonia e la Scozia
  3016. che avrebbe potuto trattenersi dal ridere
  3017. se allora avesse visto Renardo.
  3018. In quale modo bizzarro se ne stava andando
  3019. e come gli stavano comodi
  3020. la borsa e il bastone da pellegrino intorno al collo
  3021. e tutte le sue scarpe
  3022. che portava legate intorno alle
  3023. gambe, così che sembrava
  3024. quasi un vero pellegrino.
  3025. Renardo rideva sotto i baffi
  3026. perché lo accompagnavano
  3027. in un corteo così grande
  3028. quelli che prima gli erano ostili.
  3029. Poi disse: 'Re, mi dispiace
  3030. che mi accompagniate così lontano.
  3031. Temo che possa essere pericoloso per Voi.
  3032. Avete catturato tre assassini,
  3033. se dovesse succedere che scappassero via,
  3034. dovrete stare in guardia
  3035. più che mai.
  3036. State in buona salute e lasciatemi partire.'
  3037. Dopo aver detto queste parole
  3038. si mise sulle zampe posteriori
  3039. e pregò gli animali piccoli e grandi
  3040. di pregare per lui
  3041. se avessero voluto partecipare
  3042. lecitamente alle sue buone azioni.
  3043. Dissero tutti di
  3044. ricordarlo nelle loro preghiere.
  3045. Sentite ora cosa fece Renardo!
  3046. Quando si congedò dal re
  3047. che era molto afflitto
  3048. così da muovere alcuni di loro a compassione.
  3049. A Cuwarto, la lepre, disse gemendo:
  3050. 'Ahimè, Cuwarto, dobbiamo dividerci!
  3051. Se Dio lo vuole, mi scorterà Lei
  3052. insieme al mio amico, Belino l'ariete.
  3053. Voi due, non mi avete mai fatto del male.
  3054. Dovreste accompagnarmi per un po'.
  3055. Siete socievoli,
  3056. esemplari, gentili
  3057. e nessun animale ha da lamentarsi di Voi.
  3058. Vivete modestamente
  3059. come facevo io
  3060. quando ero eremita.
  3061. Mangiate piante erbacee e erba
  3062. senza pretendere
  3063. né pane né carne
  3064. né cibi particolari.'
  3065. Con queste esaltazioni
  3066. Renardo ingannò questi due
  3067. affinché procedessero
  3068. fino ad arrivare alla sua abitazione,
  3069. davanti al portone di Maupertus.
  3070. Quando Renardo arrivò davanti portone,
  3071. disse: 'Belino, cugino ariete,
  3072. Lei deve rimanere qui fuori da solo.
  3073. Io devo entrare nella mia fortezza;
  3074. Cuwarto entrerà con me.
  3075. Signor Belino, pregalo
  3076. di consolare la signora Hermelina
  3077. e i suoi volpini,
  3078. quando mi congederò con loro.'
  3079. Belino disse: 'Lo pregherò
  3080. di rincuorarli quando rimarranno soli.
  3081. Renardo iniziò, con belle parole,
  3082. a lusingare e a lodare
  3083. in tutti i modi
  3084. e grazie alla sua astuzia portò
  3085. Cuwarto dentro alla sua tana.
  3086. Quando entrarono nella tana
  3087. Cuwarto insieme a Renardo
  3088. ci trovarono la signora Hermelina
  3089. con i suoi cuccioli.
  3090. Era preoccupata e inquieta
  3091. perché pensava che Renardo era stato
  3092. impiccato ma quando vide
  3093. che era tornato a casa
  3094. portando con sé un bastone e una borsa da pellegrino,
  3095. le sembrava incredibile.
  3096. Era felicissima e disse subito:
  3097. 'Renardo, come hai fatto a fuggire?
  3098. 'Sono diventato un pellegrino.
  3099. Il signor Bruno e il signor Isengrimo
  3100. sono diventati ostaggi grazie a me.
  3101. Il re ci ha dato, lo ringrazio,
  3102. Cuwarto come sacrificio propiziatorio legittimo
  3103. per farci quello che ci pare.
  3104. Il re ha riconosciuto che
  3105. era stato Cuwarto il primo
  3106. a accusarci falsamente di fronte a lui.
  3107. Per la fedeltà di cui
  3108. ti sono in debito, moglie Hermelina:
  3109. un grosso guaio minaccia su Cuwarto.
  3110. Sono davvero arrabbiato con lui!
  3111. Appena Cuwarto sentì questo,
  3112. si girò e pensò di scappare
  3113. ma questo non gli fu possibile
  3114. perché Renardo gli aveva bloccato
  3115. il portone e assettato di sangue
  3116. lo prese subito per la gola.
  3117. Cuwarto strillò pietosamente:
  3118. 'Mi aiuti, Belino! Dov'è?
  3119. Questo pellegrino mi ucciderà a morsi!'
  3120. Quel strillare finì presto
  3121. perché Renardo morse subito
  3122. in due la sua gola.
  3123. Poi disse Renardo: 'Ora mangiamo
  3124. questa lepre bella grassa.'
  3125. I volpini corsero verso l'esca
  3126. per andare a mangiar tutti insieme.
  3127. Che Cuwarto avesse perso la vita,
  3128. dispiaceva loro ben poco.
  3129. Hermelina, la moglie di Renardo,
  3130. mangiò la carne e bevve il sangue.
  3131. Ah, quante volte ringraziava
  3132. il re che, grazie alla sua gentilezza,
  3133. aveva reso felici i volpini
  3134. con un pasto così gustoso.
  3135. Renardo disse: 'Te lo offre volentieri.
  3136. So che se rimanesse in vita il re,
  3137. ci darebbe un regalo
  3138. che lui stesso
  3139. non vorrebbe in cambio di sette marchi d'oro.'
  3140. 'Quale regalo sarebbe?', disse Hermelina.
  3141. Renardo disse: 'Una corda,
  3142. una trave e due pali,
  3143. ma se posso, gli sarò sfuggito,
  3144. spero, prima che saranno passati due giorni
  3145. così che non terrei più alla sua convocazione
  3146. che lui alla mia.'
  3147. Disse: 'Renardo, cosa intendi?'
  3148. 'Renardo disse: 'Moglie, ti spiego:
  3149. conosco una selva (70)
  3150. piena di cespugli e di brughiere
  3151. che non è priva
  3152. di ottimi alloggi e cibi.
  3153. Lì abitano galline e starne
  3154. e diversi tipi di uccelli.
  3155. Se vuoi, moglie Hermelina,
  3156. vieni con me?
  3157. Potremo viverci per sette anni,
  3158. farci delle passeggiate all'ombra
  3159. e starci da Dio
  3160. prima di essere spiati.
  3161. Se dicessi di più, non mentirei.'
  3162. 'Ah, Renardo', disse la signora Hermelina,
  3163. 'questo mi sembra
  3164. uno sforzo invano.
  3165. Ora ha giurato
  3166. di non abitare più in questo paese
  3167. prima di ritornare dalla Terra Santa,
  3168. inoltre ha ricevuto il bastone e la borsa da pellegrino.'
  3169. Renardo rispose subito:
  3170. 'Giurato tanto, perso tanto!
  3171. Una volta un uomo saggio mi disse
  3172. come consiglio:
  3173. 'I giuramenti forzati non sono veri.'
  3174. Anche se compissi questo viaggio,
  3175. non mi aiuterebbe ', disse Renardo,
  3176. non ne trarrei alcun beneficio.
  3177. Ho promesso al re
  3178. un tesoro che non possiedo
  3179. e quando verrà a sapere la verità
  3180. e che gli ho mentito
  3181. e di essere stato ingannato da me,
  3182. allora mi odierà più
  3183. di quanto abbia mai fatto.
  3184. Così ho pensato fra me e me:
  3185. vale lo stesso partire
  3186. o rimanere.', disse Renardo,
  3187. 'Che Dio maledica la mia barba rossa,
  3188. vada come vada,
  3189. se mai mi spingerà
  3190. sia il gatto, sia il tasso,
  3191. sia Bruno, che era mio zio,
  3192. né per vantaggio, né per svantaggio
  3193. a dover riguadagnare le grazie del re,
  3194. in tutta la mia vita.
  3195. Ho sofferto troppe paure.'
  3196. Belino l'ariete si infuriò
  3197. perché Cuwarto, il suo compagno,
  3198. si tratteneva così tanto nella tana.
  3199. Molto impazientemente strillò:
  3200. 'Cuwarto, diamine!
  3201. Per quanto tempo Renardo La terrà lì?
  3202. Perché non viene fuori e ce ne andiamo?'
  3203. Quando Renardo sentì questo,
  3204. andò fuori da Belino
  3205. e disse con calma:
  3206. Ah, signore, perché è così arrabbiato?
  3207. Se Cuwarto sta parlando con me
  3208. e con mia moglie,
  3209. perché si agita così?
  3210. Cuwarto mi ha fatto capire,
  3211. che piano piano può andare avanti,
  3212. se non vuole restare qui più a lungo.
  3213. Rimarrà qui un altro po'
  3214. con sua zia Hermelina
  3215. e i suoi volpini,
  3216. che piangono forte e gemono
  3217. per la mia partenza.'
  3218. Belino disse: 'Ora me lo dica,
  3219. signor Renardo, quale torto
  3220. ha fatto a Cuwarto?
  3221. Come ho potuto sentire
  3222. mi chiedeva, urlando forte, aiuto.'
  3223. Renardo disse: 'Cosa sta dicendo,
  3224. Belino? Che Dio abbia pietà di Lei.
  3225. Le racconto come sono andate le cose.
  3226. Quando sono entrato in casa
  3227. e Hermelina ha appreso
  3228. che sarei partito per la Terra Santa,
  3229. le è dispiaciuto così tanto
  3230. che è rimasta a lungo inconscia.
  3231. Quando Cuwarto ha visto questo,
  3232. ha strillato forte: 'Nobile eroe,
  3233. venga qui e mi aiuti
  3234. a far rinvenire mia zia, è svenuta!'
  3235. Questo ha strillato forte.
  3236. Erano queste (le parole) che ha strillato e basta.
  3237. Di sicuro ho sentito bene
  3238. che Cuwarto si agitava tanto.
  3239. Credevo che gli fosse successo qualcosa di brutto.'
  3240. Renardo disse: 'Belino, non è così!
  3241. Preferirei che qualcosa di brutto succedesse
  3242. ai miei figli o a mia moglie
  3243. piuttosto che a mio cugino Cuwarto.'
  3244. Renardo disse: 'Ha sentito
  3245. che ieri il re mi ha ordinato
  3246. in presenza di tutti i cortigiani più importanti
  3247. di scrivergli una lettera
  3248. prima di partire per l'estero?
  3249. Gliela porterà Lei, Bellino, cugino?
  3250. L'ho già scritta ed è pronta.'
  3251. Belino disse: 'Non ne so niente,
  3252. Renardo, ma se so che la Sua lettera
  3253. è sincera, allora mi può
  3254. chiedere di consegnarla
  3255. al re, se avrò qualcosa
  3256. in cui metterla.'
  3257. Renardo disse: 'Non Le mancherà.
  3258. Prima che la lettera per il re rimanga qui,
  3259. Le do questa borsa da pellegrino,
  3260. signor Belino, che porto io.
  3261. L'appendo intorno al Suo collo
  3262. con la lettera all'interno.
  3263. Le offrirà molti vantaggi,
  3264. i ringraziamenti del re e grande onore.
  3265. Signore mio, sarà il benvenuto
  3266. presso il re.'
  3267. Il signor Belino apprezzò molto questo.
  3268. Renardo entrò nella sua tana
  3269. e tornò portando
  3270. per il suo amico Belino
  3271. la testa di Cuwarto
  3272. messo nella borsa da pellegrino
  3273. che come una delle sue insidie
  3274. appese intorno al collo di Belino
  3275. al quale ordinò espressamente
  3276. di non leggere
  3277. la lettera, se avrebbe voluto
  3278. guadagnare l'amicizia del re,
  3279. inoltre gli disse, che la lettera era
  3280. stata nascosta nella borsa da pellegrino
  3281. e se volesse diventare importante
  3282. e se gli fosse caro il re
  3283. allora dovrebbe dire al re di
  3284. aver scritto questa lettera personalmente
  3285. o di averla suggerita,
  3286. allora il re gli sarebbe stato grato.
  3287. Questo sentì Belino e sobbalzò
  3288. dal posta sul quale stava
  3289. per più di mezzo piede,
  3290. così contento era per questo piano
  3291. che pagherà caro.
  3292. Poi disse Renardo: 'Signor Bellino,
  3293. ora sono convinto che Lei faccia onore
  3294. a me e ai cortigiani.
  3295. La ammireranno molto
  3296. quando sapranno che Lei sa scrivere
  3297. parole così belle e fluide
  3298. anche se non lo sa fare.
  3299. Si dice che tanti uomini
  3300. vengono onorati grazie a Dio
  3301. per cose di cui sanno ben poco.'
  3302. Dopodiché disse Belino: 'Renardo,
  3303. cosa consiglia? Cuwarto
  3304. dovrebbe tornare con me a corte?'
  3305. 'No.', disse Renardo, 'La seguirà subito
  3306. seguendo lo stesso sentiero.
  3307. Non ne ha ancora avuto la possibilità.
  3308. Vada avanti con calma.
  3309. Rivelerò a Cuwarto una cosa
  3310. che è ancora segreta.'
  3311. Renardo, che rimanga sotto la protezione di Dio.',
  3312. disse Belino e si mise in viaggio.
  3313. Sentite ora cosa fa Renardo!
  3314. Ritornò nella sua tana
  3315. e disse: 'Ci aspettano guai
  3316. e grande sofferenza se rimaniamo qui!
  3317. Preparatevi, moglie Hermelina
  3318. e tutti i figli miei.
  3319. Seguite me che sono il vostro padre,
  3320. proviamo a scappare.'
  3321. Poi non persero altro tempo:
  3322. si misero in viaggio
  3323. Hermelina, il signor Renardo
  3324. e i loro volpini giovani;
  3325. partirono per la selva.
  3326. Belino l'ariete aveva
  3327. corso così velocemente che arrivò
  3328. a corte poco dopo mezzogiorno.
  3329. Quando il re vide Belino,
  3330. che stava portando indietro la borsa da pellegrino,
  3331. per la quale Bruno l'orso era
  3332. stato trattato poco dolcemente,
  3333. disse subito a Belino:
  3334. 'Signor Belino, da dove viene?
  3335. Dov'è Renardo? Come mai
  3336. non ha portato con sé la borsa da pellegrino?
  3337. Belino disse: 'Vi dirò
  3338. tutto quello che so.
  3339. Quando Renardo era pronto
  3340. per lasciare il suo castello,
  3341. mi disse di volerVi, nobile re,
  3342. mandare una lettera.
  3343. Mi pregò di
  3344. portarla per l'amor Vostro.
  3345. Dissi: 'Per Lei
  3346. porterei persino più di sette lettere.
  3347. Poi Renardo non riuscì a trovare
  3348. qualcosa nella quale trasportare la lettera.
  3349. Così mi portò la borsa da pellegrino
  3350. e ci infilò la lettera.
  3351. un poeta più bravo di me.
  3352. Ho scritto io la lettera per lui,
  3353. bene o male che vada,
  3354. questa lettera è stata composta e scritta
  3355. secondo il mio avviso.'
  3356. Poi il re fece dare
  3357. la lettera a Botsardo, il suo segretario,
  3358. che era più di chiunque altro
  3359. esperto in materia.
  3360. Solitamente era Botsardo a leggere
  3361. le lettere che arrivavano a corte.
  3362. Botsardo e Brunello tolsero
  3363. la borsa da pellegrino dal collo di Belino
  3364. che a causa della sua stupidità
  3365. aveva detto troppo
  3366. di cui ben presto si pentirà.
  3367. Botsardo prese la borsa da pellegrino.
  3368. Poi era chiaro cosa aveva fatto Renardo!
  3369. Tirò fuori la testa
  3370. e appena la vide Botsardo, disse:
  3371. 'Aiuto, che razza di lettera è? (71)
  3372. Signore re, per tutti i santi,
  3373. questa è la testa di Cuwarto!
  3374. Ahimè, come ha fatto
  3375. a fidarsi così tanto di Renardo!
  3376. Poi tutti potevano vedere l'infelicità e il dispiacere
  3377. del re e della regina.
  3378. Il re era sconfortato
  3379. e chinò la testa.
  3380. Dopo tanto tempo la rialzò
  3381. e iniziò ad emettere (72)
  3382. uno dei suoni più terribili
  3383. che gli animali avevano mai sentito.
  3384. Gli animali presero un colpo.
  3385. Poi saltò in avanti Firapelo,
  3386. il leopardo. Faceva parte
  3387. della famiglia reale, quindi lo poteva fare.
  3388. Disse: 'Signore, re leone,
  3389. perché vi fate abbattere così?
  3390. È stravolto come
  3391. se fosse morta la regina.
  3392. Siete buono e molto saggio
  3393. e moderate il Vostro dispiacere.'
  3394. Il re disse: 'Signor Firapelo,
  3395. sono dispiaciuto perché un uomo malvagio
  3396. mi ha ingannato
  3397. e mi ha attirato in trappola grazie all'astuzia
  3398. perciò a ragione odio me stesso
  3399. e ho perso il mio onore.
  3400. Coloro che prima erano i miei amici,
  3401. il coraggioso signor Bruno e il signor Isengrimo,
  3402. mi sono stati tolti da un pellegrino finto,
  3403. questo mi sta così tanto al cuore
  3404. che ci rimetteranno il mio onore
  3405. e la mia vita, è anche giusto.'
  3406. Poi disse Firapelo:
  3407. 'È stato commesso un crimine, allora bisogna riconciliarsi.
  3408. Bisogna far venire il lupo e l'orso
  3409. e anche la signora Hersinta
  3410. risarcirli immediatamente per il torto subito,
  3411. la loro sofferenza e il loro dolore
  3412. con l'ariete Belino,
  3413. dato che ha confessato lui stesso
  3414. di aver portato Cuwarto alla rovina.
  3415. Dopodiché andremo tutti di corsa
  3416. - chi ha fatto del male, ci deve rimettere -
  3417. dietro a Renardo, lo cattureremo
  3418. e lo impiccheremo
  3419. senza verdetto, è giusto!'
  3420. Il re rispose a questo:
  3421. 'Oh, signor Firapelo,
  3422. se questo potesse succedere, già parte
  3423. del dolore, che mi affligge, sarebbe alleviato.'
  3424. Firapelo disse: 'Signor, appunto!
  3425. Ci penso io alla riconciliazione.'
  3426. Poi il coraggioso Firapelo andò
  3427. lì dove si trovavano i prigionieri.
  3428. Credo che prima li liberò,
  3429. poi disse: 'Signori,
  3430. vi porto la pace e la libertà.
  3431. Il mio signore re vi saluta
  3432. e sta provando rimorso
  3433. per avervi maltrattato.
  3434. Se la volete, ora vi offre,
  3435. anche se qualcuno sarà contento, qualcuno arrabbiato,
  3436. come sacrificio propiziatori Belino l'ariete
  3437. e tutti i parenti del signor Belino
  3438. d'ora fino al giorno del giudizio universale
  3439. sia nei campi che nel bosco.
  3440. Saranno tutti nel vostro potere
  3441. e uccideteli a morsi a piacimento.
  3442. Ma soprattutto il re dichiara
  3443. che impunemente
  3444. potete far soffrire e fare del male a Renardo
  3445. e a tutti i suoi parenti
  3446. ovunque li troviate.
  3447. Ora il re vi vuole mettere
  3448. questi due grandi privilegi
  3449. per l'eternità alla vostra disposizione.
  3450. Ma in cambio il potente re vuole
  3451. che gli giurate fedeltà per sempre.
  3452. Anche da parte sua,
  3453. non vi farà più del male.
  3454. Questo vi offre il re leone.
  3455. Se accetterete questo, vivrete nelle sue grazie.
  3456. Per Dio, ve lo consiglio!'
  3457. Isengrimo disse all'orso:
  3458. 'Cosa ne dice, signor orso?'
  3459. Bruno disse: 'Preferisco stare in mezzo al verde
  3460. che stare qui ammanettato.
  3461. Andiamo dal re
  3462. per accettare la sua proposta di pace.'
  3463. Andarono lì in compagnia di Firapelo
  3464. e stipularono tutti la pace.

 

Note al testo

(1) 'tanti libri' (v. 1)
Sia nel manoscritto di Dijcke che nel fragmento di Bruxelles leggiamo: ' Willam, die Madock maecte'. Nel manoscritto di Comburg invece vediamo che la parola 'Madock' è stata grattata via e sostituita, con qualche difficoltà, da 'vele bouke'. Probabilmente un utente del manoscritto del tardo-medioevo ha cancellato il titolo di questa opera, che non è stata conservata (o non ancora riscoperta), perché non era più nota. Citare un proprio lavoro, come forma di pubblicità, era diffuso nella letteratura medievale.
(2) 'per cui spesso rimaneva sveglio la notte' (v. 2)
Come tanti altri scrittori medievali, anche Willem ricorda nel prologo lo sforzo sostenuto per scrivere il suo poema. Lo scopo dello scrittore medievale era di ottenere l'attenzione e l'apprezzamento da parte del pubblico. Qui però Willem non si riferisce a "Van den vos Reynaerde", bensì ad un altro suo poema, "Madock". Usando a modo suo questo motivo della letteratura medievale, fa capire al suo pubblico che non si tratterà di una delle solite opere.
(3) 'Arnout' (v. 6)
Nel prologo l'autore annuncia di non aver completato la sua opera. Probabilmente la versione originale è da ricercare nel manoscritto di Dijcke: 'Die Arnout niet en hadde bescreven'. Chi era Arnout e quali opere ha scritto, non lo sappiamo. In ogni caso, i filologi sostengono che "Van den vos Reynaerde" è stato composto da un' unica mano. Il pubblico medievale forse sapeva a chi si riferisce Willem, dato che non ne fornisce ulteriori informazioni.
(4) 'vita' (v. 7)
L'autore fa un uso ironico del termine 'vita', che in questo ambito si riferisce ad un genere letterario, ossia ad una biografia di una persona 'santa', illustre. Quindi di sicuro non è adatto per parlare di Renardo, la volpe malvagia.
(5) 'sia i villani che gli scocchi' (v. 13)
Con questo verso Willem circoscrive il suo target: un pubblico cortese e attento in grado di capire le sottigliezze del poema. Ironicamente, proprio quel pubblico cortese verrà criticato pesantemente nel corso dell'opera.
(6) 'se non una signora non l'avesse chiesto' (v. 27)
Anche qui il poeta usa in modo ironico un topos della letteratura cortese: menziona la signora che gli aveva affidato l'incarico. Ma come si può dedicare un poema pieno di oscenità e di doppi sensi ad una signora 'die in groeter hovescheden gherne keert hare saken'.
(7) 'che tengono molto all'onore' (v. 35)
Willem gioca con la possibilità che il dialetto delle Fiandre dell'est, per quanto riguarda la pronuncia della h, gli offre. Siccome la h non viene pronunciato all'inizio parola, 'eren' può significare sia 'onore' che 'heren', cioè 'uomini'. In questo ultimo caso, Willem si rivolgerebbe a 'coloro che tengono molto agli uomini', ossia alle donne facili.
(8) 'era Pentecoste' (v.41)
La storia vera e propria inizia con un chiaro riferimento al genere dei romanzi arturiani. Questi iniziano di solito con una cerimonia di corte tenuta il giorno di Pentecoste (vedi IV).
(9) 'boschi e cespugli' (v.42)
Il poeta suggerisce qui un 'locus amoenus', ossia un luogo naturale idillico dove si vive felicemente ed un armonia. Questo tipo di ambiente sta centrale nel romanzo cavalleresco, cortese. Qui il 'locus amoenus' è rappresentato dalla corte di Nobile che sta per il mondo civilizzato, luogo contrapposto alla 'woestine' selvaggia, ambiente naturale della volpe, Renardo.
(10) 'la cerimonia di corte' (v.45)
Il parallelismo con il famoso racconto carolino 'Karel ende Elegast' è evidente: alla vigilia della cerimonia di corte, i re sperano di poter aumentare il loro potere. Laddove re Carlo riesce a confermare la sua posizione, re Nobile, anche a causa delle proprie debolezze, assiste al degrado del suo regno.
(11) 'tutti tranne la volpe Renardo' (v.50)
Renardo assume da subito il ruolo del 'manque', personaggio del romanzo arturiano che provoca con la sua assenza uno squilibrio all'interno della comunità. (vedi IV)
(12) 'chi si riconosce colpevole, sta attento' (v.53)
Con questa 'sententia', il narratore si rivolge in modo diretto al suo pubblico. Giudica obiettivamente gli eventi: la volpe è colpevole.
(13) 'il fellone dalla barba grigia' (v.60)
Nei romanzi arturiani, il protagonista viene descritto con tono elogiativo mettendo in risalto una sua qualità. Questa convenzione viene usata in modo ironico da Willem: Renardo viene definito 'fel', termine che significa l'esatto opposto di tutto ciò che ha a vedere con la cortesia e la raffinatezza.
(14) 'Isengrimo' (v.62)
Una delle maggior fonti di "Van den vos Reynaerde" è il poema latino "Ysengrimus", composto a Ghent nel 1150 ca. Il protagonista di questa opera è proprio il lupo Ysengrimus. Ricordiamo che gli animali svolgevano un ruolo importante nella religione e nella vita in generale dei popoli germanici. Tanti nomi germanici contengono il nome di un' animale, dato che credevano che attraverso il nome, i poteri dell'animale venissero trasmessi alla persona. Anche 'grim', che significa 'maschera', era ricorrente come parte dei nomi propri. I Franchi usavano il termine 'ysengrimus' per indicare un uomo con la maschera di lupo. Più tardi questo termine è diventato il nome proprio del lupo stesso.
(15) 'stuprato' (v.73)
Questo è un ottimo esempio di un gioco di parole. Siccome 'verhoerd' significa sia 'stuprare' che 'soddisfare', si potrebbe intendere che Renardo non abbia stuprata la lupa, ma che piuttosto abbia raccolto la sua provocazione.
(16) 'Ghent' (v.91)
città[ljml1] belga, capoluogo delle Fiandre dell'est. Forse Willem era proprio di Ghent oppure ha voluto fare un omaggio (magari per compiacere il pubblico) a questa allora importantissima città fiamminga.
(17) 'Cortoys' (v. 100)
Il cagnolino di lingua francese viene chiamato ironicamente 'courtois', 'il cortese'. Si lamenta di una stupidaggine - una salsiccia rubata - rispetto alle accuse fatte dal lupo, Isengrimo. Il giorno della cerimonia di corte non è certo il momento adatto per parlare di cose così futili. Allo stesso tempo potrebbe essere un'indicazione che al quell'epoca la corte fiamminga era francesizzata o almeno bilingue.
(18) 'Tiberto il gatto si arrabbiò' (v. 107)
Non è un caso che litigano proprio Tiberto e Cortoys: di solito cani e gatti non vanno d'accordo.
(19) 'è successo tanti anni fa' (v. 115)
Secondo il sistema giudiziario medievale fiammingo, un'accusa scadeva dopo dodici mesi.
(20) 'durante il periodo di pace' (v. 140)
Come un vero sovrano, Nobile proclama un periodo di pace, garantendo così l'armonia tra i sudditi. Chi non lo rispettava, veniva punito severamente, anche con la pena di morte.
(21) 'stretto fra le sue gambe' (v. 145)
Qui si allude ad un rapporto omosessuale.
(22) 'Cuwarto' (v. 164)
Il nome della lepre deriva dal francese 'couard': codardo.
23) 'le passere di mare' (v. 208), 'un prosciutto' (v. 217)
Sono due episodi che ritroviamo nei due fonti principali di "Van den Vos Reynaerde": "Le plaid" all' interno di "Roman de Renard e "Ysengrimus", il poema latino.
(24) 'vita' (v. 237)
Anche qui abbiamo un gioco di parole, 'lijf' significa sia 'vita' che 'corpo'. L'autore allude quindi ad un atto sessuale.
(25) 'Hersinta' (v. 242)
Grimberto la definisce con termini cortesi 'die scone vrauwe'. In realtà, il nome allude a ben altro: 'haer sin 't', 'le piace'.
(26) 'ripresa' (v. 245)
Qui abbiamo a che fare con l'ennesimo doppio senso. 'ghenesen' significa 'riprendersi', quindi Grimberto quasi ammette che si trattava di uno stupro, ma anche 'venire' in senso erotico, termine che combacia con il nome di Hersinta che la definisce una puttana.
(27) 'Cantachiaro' (v. 285)
Il nome del gallo deriva dal francese 'chante clair'. Rispetto alle fonti, ha un ruolo più importante in "Van den vos Reynaerde". Cantachiaro rappresenta il suo pollaio come un 'hortus conclusus' che suggerisce un luogo armonico e felice che verrà disturbato dalla volpe Renardo.
(28) 'Cantore' (v. 295) , 'Chirico' (v. 299)
L'antroponomia nella famiglia delle galline è particolarmente interessante. I nomi dei galli hanno allitterano: 'Canticleer, Cantaert e Crayant. Tutti e tre si riferiscono al canto del gallo. Il principio dell'allitterazione si rifà all'antica nomenclatura aristocratica. Le galline, invece, devono il loro nome ad una loro caratteristica fisica come 'Roede' e 'Pinte'.
(29) 'tra il Portogallo e la Polania' (v. 301)
Sono le frontiere del territorio cristianizzato.
(30) 'dei miei figli' (v. 320)
Siccome parla il padre, Cantachiaro, si tratta dei suoi figli e non delle sue sorelle. Si tratterebbe di una sbaglio, infatti nel manoscritto di Dijcke leggiamo: 'minen kindren'.
(31) 'eremita' (v. 356), 'bastone', 'mantello' (v. 372)
Cantachiaro non ha fatto caso al fatto che Renardo si è contraddetto: prima dice di essere diventato un eremita isolato, poi un pellegrino. Qui viene fuori tutta l'ipocrisia della volpe Renardo.
(32) 'Elmare' (v. 373)
Elmare è un piccolo villaggio delle Fiandre dell'est, fondato nel 1144 e scomparso in seguito ad un'alluvione nel 1375.
(33) 'ruspare' (v. 462)
Stiamo di fronte all'ennesimo doppio senso: 'scraven' significa sia 'ruspare' che 'flirtare'
(34) 'lì dove cadrà proprio male' (v. 496)
L'autore fa capire al pubblico che l'orso farà una brutta fine.
(35) 'molteplici sentieri tortuosi' (v. 505)
Il castello di Renardo è circondato da tanti sentieri tortuosi. Qui Willem ha unito due elementi. Il primo deriva dalle scienze naturali: quando fa la caccia, la volpe, astutamente, rincorre le sue prede seguendo una linea tortuosa allo scopo di ingannarle. Il secondo è di implicazione moralistica: Renardo non segue mai la strada retta, ma si muove per strade tortuose.
(36) 'sul suo Dio' (v. 526)
L'enfasi su 'suo' implica che il re e Renardo non lodano lo stesso Dio. Se partiamo dall'ipotesi che il regno di Nobile appartiene al regno cristiano, Renardo, di conseguenza, è un eretico.
(37) 'poi disse Renardo dopo un lungo tempo' (v. 547)
Nei seguenti versi siamo testimoni della 'scone tale' di Renardo. Renardo è caratterizzato anzitutto dal suo uso linguistico adulatorio e ingannevole. Si serve astutamente del linguaggio per smascherare le debolezze e i desideri nascosti dei suoi avversari.
(38) 'caro cugino' (v. 580)
Bruno chiama Renardo 'caro cugino' pur non avendo nessun legame famigliare con la volpe. Nel mondo feudale si era soliti rivolgersi a qualcuno che stava al cuore in termini di parentela.
(39) 'la moderazione conviene in ogni circostanza' (v. 672)
Questo detto stava scritto nel "Bouc van Seden", un manuale che insegnava come vivere cortesemente, conservato nel manoscritto medio-nederlandese più antico, il 'codice Eenman'. Sembra che Bruno conosca le prescrizioni cortesi, in realtà si tratta di una maschera che copre la sua voracità. Presto verrà smascherato dalla volpe Renardo.
(40) 'Julocca' (v. 731)
Willem si diverte a dare dei nomi equivoci ai suoi personaggi.
La moglie del prete significa 'io ti attrago'.
(41) 'Ogernen' (v. 804)
Un altro nome equivoco è quello della madre di uno dei villani.
'Ogernen' significa 'o volentieri'.
(42) 'il prete lo colpiva continuamente' (v. 811)
Qui la satira raggiunge un culmine. Willem da un 'immagine estremamente negativa degli ecclesiastici. Il prete e il sagrestano usano oggetti religiosi, il crocefisso e lo stendardo, come armi, con cui feriscono crudelmente l'orso. Quando la moglie del prete - che non rispetta persino il celibato - finisce nel fiume, pensa soltanto a salvare il suo oggetto di desiderio, fregandosene delle altre donne in pericolo di vita. In cambio offre l'assoluzione e l'indulgenza dei peccati.
(43) 'si aspettava, senza alcun dubbio' (v. 900)
Renardo sperava che Bruno fosse stato ucciso. Il suo tentato omicidio aveva come scopo principale poter negare di essere convocato alla seduta di tribunale. Renardo, quindi, non è un furbacchione simpatico, bensì un assassino crudele.
(44) 'Monsignore, prete, che Dio la salvi' (v. 937)
Questo saluto indicherebbe che il clero fiammingo del medioevo era francesizzato.
(45) 'lo si convocherà tre volte' (v. 1023)
Il sistema giudiziario medievale prevedeva tre convocazioni. La terza veniva considera umiliante per tutto il clan del convenuto.
(46) 'un uccello san Martino' (v. 1047)
La funzione dell'uccello è evidente: scoraggia Tiberto, il gatto superstizioso. L'uccello lo sorvola alla sua sinistra, che evoca negatività. Il pubblico, come Tiberto stesso, si aspetta che le cose finiranno male per lui.
(47) 'e si alzò dal suo letto completamente nudo' (v. 1241)
L'autore ripeterà per ben tre volte che il prete stava nudo. Qui il numero religioso tre viene usato in senso satirico. Nel medioevo si dormiva nudi, il clero, invece, dormiva vestito come dimostrazione della loro purezza. Il prete nel "Van de vos Reynaerde" vive molto in modo mondano: oltre a dormire nudo, è sposato e ha più figli.
(48) 'gli saltò adosso tra le gambe' (v. 1266)
Il prete perde una sua 'campana', metafora del suo peccato. Willem usa in modo ironico termini che riguardano l'ambiente religioso in questa scena piccante, che è stata censurata per molto tempo nella tradizione dei libri popolari.
(49) 'senti, disse, moglie Hermelina' (v. 1407)
A partire dal romanticismo, questo passaggio viene visto come un quadro familiare idillico di un buon padre preoccupato per la sua famiglia. In realtà, questi versi sembrano piuttosto un elogio del Male: Renardo spera di trasmettere la sua malvagità alle sue prole.
(50) 'vorrei confessarmi con Lei' (v. 1437)
In casi urgenti, nel medioevo era ammesso confessarsi con un laico quando non c'era un prete nelle vicinanze.
(51) 'confiteor pater, mater' (v. 1453)
Renardo cambia, per scherzo, la formula della confessione dei peccati: invece di 'confiteor pater, peccavi' dice 'confiteor pater, mater'.
(52) 'e Isengrimo, mi capisca' (v. 1481)
Renardo non ha l'intenzione di confessarsi seriamente. In effetti, non dimostra nessun segno di pentimento. Al contrario, si confessa allo scopo di esaltarsi raccontando i suoi misfatti. Il lupo Isengrimo è l' avversario più grande di Renardo. Già a partire dal poema latino "Ysengrimus" era chiaro l'ostilità tra il lupo e la volpe. Willem usa la scena della confessione come un racconto quadro, nel quale narra diverse storie su Renardo. Le disavventure di Isengrimo che suona le campane e che pesca sul giaccio erano già note al pubblico visto che fanno parte del "Roman de Renart".
(53) 'era il miglior gallo' (v. 1534)
Qui ci troviamo di fronte all'ennesimo superlativo. L'uso del superlativo è una delle caratteristiche stilistiche del romanzo arturiano. Persino a livello stilistico, Willem parodia il romanzo arturiano.
(54) 'signora Yswenda' (v. 1651)
Renardo proprio quando sta parlando del suo tradimento, la chiama ironicamente Yswenden, nome che la lega a suo marito Ysengrimus per mezzo di un'allitterazione. Anche questo nome per la lupa è un gioco di parole: 'vrauwe ys-wenden' significa 'donna è cambiare'. Willem allude alla volubilità della donna.
(55) 'con lei ho fatto quello che avrei preferito ancora fare che averlo già fatto' (v. 1654)
La confessione di Renardo è uno dei passaggi più belli di "Van den vos Reynaerde". Chiude la sua confessione con una frase molto ambigua: 'Con lei ho fatto quello che avrei preferito ancora fare che averlo già fatto.'. Non sembra molto pentito del suo malfatto nei confronti della lupa. Nella sua confessione vengono alla luce il suo tono di scherno, la satira, il suo orgoglio, la sua astuzia, tutto tranne un sincero pentimento.
(56) 'e gli diede quaranta colpi' (v. 1676)
Grimberto sceglie una punizione di quaranta colpi. Questo è una pentenza antica che viene ancora usata nei paesi islamici per punire piccoli furti.
(57) 'allora a destra della via retta' (v. 1694)
Renardo si è appena confessato e già si allontana dalla retta via. È chiaro che non si è confessato sinceramente. Renardo rimane un grande ipocrita. Si interessa subito ad un gallo che 'buten den andren ghinc'. Prende alla lettera il consiglio ambiguo di Grimberto 'ende te wegne waert te stierne alle die hi buten weghe saghe'.
(58) 'Stomacone e Pancione' (v.1924)
Tiberto chiama in causa i fratelli di Isengrimo che per colpa di Renardo sono stati impiccati. Non c'è traccia di questi lupi nella tradizione della volpe Renardo. Si tratto di un testo medievale che non è stato tramandato a noi? Contrariamente alla nomenclatura nelle famiglie di Renardo e di Cantachiaro, i nomi dei lupi non sono allitterativi. Ciò indica che la stirpe dei lupi non è una stirpe nobile, lo confermano i significati dei nomi stessi.
(59) 'ora Renardo pagherà caro' (v. 1955)
Diverse volte nel testo 'offrire qualcosa da bere' significa 'picchiare, bastonare'. Qui si riferisce a preparare il patibolo e ad impiccare la volpe.
(60) 'ordinò di restare, con la sua vita' (v. 1978)
Isengrimo ordina a sua moglie di rimanere con Renardo. Le sue parole sono ambigue però: 'live' significa sia 'vita' che 'fidanzato'.
(61) 'Belsele' (v. 2097)
L'uso di toponomi[ljml2] noti al pubblico fa parte della politica di credibilità di Willem. Belsele è un piccolo paese delle Fiandre dell'est.
(62) 'alle Ardenne, quella zona selvaggia' (v. 2249)
Le Ardenne sono una zona rocciosa e silveste situata nel sud del Belgio. Nelle 'chanchons de geste' le Ardenne venivano spesso associate con personaggi negativi. Questa zona selvaggia sta in netto contrasto con 'il dolce Waasland', zona fatta di pianure nelle Fiandre.
(63) 'trascinò la coda' (v. 2391)
Renardo inventa che suo padre cancella le sue tracce con la coda. Questa astuzia non è propria alle volpi bensì ai leoni.
(64) 'Somme' (v. 2443), 'Leie' (v. 2641)
La Somme e la Leie sono due fiumi che scorrono nelle Fiandre.
(65) 'dopodiché il re prese un filo di paglia' (v. 2542)
Re Nobile prende un filo di paglia che probabilmente getterà via come simbolo del condono dei peccati di Renardo. Questo gesto viene ripetuto quando Renardo offre simbolicamente il suo tesoro al re.
(66) 'un bosco che si chiama Hulsterloo' (v. 2575)
Hulsterloo è un piccolo villaggio nelle Fiandre dell'est. Nei romanzi cavallereschi è ricorrente un luogo idillico in mezzo ad un bosco dove scorre una sorgente con acqua fresca all'ombra di qualche albero, posto dove il cavaliere si riprende. Il bosco di Hulsterloo invece viene descritto da Renardo come un luogo maledetto abitato dai gufi notturni.
(67) 'Aquisgrana' (v. 2630)
Aquisgrana, città fiamminga, era il capitale del sacro romano impero.
(68) 'Renardo è capo servitore' (v. 2801)
La funzione di capo servitore era una delle funzioni più importanti a corte come sembra dall'opera di Gislebert van Bergen, "Ministeria curie Hanoniensis", scritta intorno al 1214. Il capo servitore, oltre ad essere responsabile per l'organizzazione della vita a corte, era uno dei consiglieri più stretti del re.
(69) 'Il cappellano, Belino l'ariete' (v. 2942)
Come nel "Roman de Renart", Belino ha il ruolo di cappellano in "Van den vos Reynaerde".
È stato lui a spronare gli altri ad accusare Renardo, quindi è uno degli avversari più grandi di Renardo. Per colpa della volpe astuta entrano in conflitto il re che rappresenta il potere mondano e Belino, rappresentante del potere ecclesiastico. Alla fine avrà il sopravento il potere mondano.
(70) 'Conosco una selva' (v. 3153)
Renardo descrive in modo idillico la selva nella quale vuole rifugiarsi con la sua famiglia. Invita sua moglie a ritirarsi dalla comunità, topos dei romanzi cavallereschi. Quella 'terra promessa' non è mai la situazione finale per i protagonisti dei romanzi cavallereschi. Ma per Renardo la sarà.
(71) 'aiuto, che razza di lettera è?' (v. 3376)
La testa della lepre Cuwarto significa lo smascheramento del cappellano Belino, che è stato ingannato da Renardo, ma anche lo smascheramento di Nobile come sovrano e con lui, di tutto l'ordine feudale che rappresenta. Come punizione per la sua avidità riceve la testa della sua unica guida che l'avrebbe potuto portare al tesoro. Tra le righe si capisce che il tesoro non esiste.
(72) 'e iniziò ad emettere uno dei suoni più terribili' (v. 3386)
L'urlo del leone è un vero climax: il re è stato confrontato con la propria stupidità. Ma nella società medievale era ben più grave rendersi conto di aver perso la propria reputazione.
[ljml1]moet zijn: Città
[ljml2]moet zijn: toponimi